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ABUSI contro il CITTADINO 1

ABUSI


Brescia, dirigente del Comune firma bando ad hoc e si "autoassume"



Claudio Reboni, dirigente capo del personale del Comune di Brescia, ha firmato un bando e si è "autoassunto" per il ruolo di responsabile delle risorse umane


Enrica Iacono - Mar, 21/03/2017 - 09:08                        
Ha firmato il bando per l'assunzione del responsabile delle risorse umane del Comune di Brescia, ha partecipato lui stesso alla selezione ed è stato assunto.
La storia vede protagonista Claudio Reboni, capo del personale del Comune che nell'estate del 2013 aveva firmato il bando per l'ambito dei servizi amministrativi e finanziari del Municipio. La presentazione delle domande sarebbe scaduta dopo 12 giorni.
Tra i requisiti bisognava avere una laurea specialistica, essere in possesso di esperienza di servizio nella Pubblica amministrazione, aver ricoperto un incarico dirigenziale per un tempo non inferiore a cinque anni.
La scelta, come si legge nel bando, "è effettuata dal sindaco e avviene attraverso la valutazione dei curricula presentati e di un eventuale colloquio". Il posto alla fine andò proprio a Reboni. Il caso è stato denunciato dal capogruppo dei 5 stelle di Brescia, l'avvocato Laura Gamba, che ha presentato un'interrogazione urgente per avere spiegazioni dal sindaco.
Reboni avrebbe violato così il regolamento del codice di comportamento dei dipendenti pubblici, esattamente l'articolo 54 del decreto legislativo 30 marzo 2001, secondo cui c'è l'obbligo di astensione dal "partecipare all' adozione di decisioni o ad attività che possano coinvolgere interessi propri", tra cui parenti o organizzazioni a cui si è legati.
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21 MARZO 201708:01                      Tgcom24 Cronaca
Brescia, "lʼautoassunzione" del dirigente del Comune
Il dirigente capo del personale del Municipio avrebbe indetto un bando per una posizione, si sarebbe valutato e infine assunto
E' uno strano caso di assunzione quello che vede protagonista il dirigente capo del personale del Comune di Brescia Claudio Reboni che, secondo quanto riporta il quotidiano "La Verità", avrebbe cercato (se stesso) per una posizione apertasi in Municipio, si sarebbe valutato e infine assunto. I fatti risalgono all'estate 2013: il caso è stato scoperchiato dal capogruppo dei 5 stelle di Brescia, l' avvocato Laura Gamba, che ha presentato un'interrogazione urgente per avere spiegazioni dal sindaco.
L'assunzione - Secondo quanto riporta il giornale diretto da Maurizio Belpietro, il 31 luglio 2013 Reboni firmò un bando per la ricerca di un "responsabile del settore risorse umane" nell'ambito dei servizi amministrativi e finanziari del Comune. La presentazione delle domande sarebbe scaduta dopo 12 giorni: tra i requisiti richiesti l'avere un diploma di laurea specialistica, essere in possesso di esperienza di servizio nella Pubblica amministrazione, aver ricoperto un incarico dirigenziale per un tempo non inferiore a cinque anni.

Il sindaco Emilio Del Bono approvò il bando e lo pubbliò: la scelta, si legge sempre nel bando, "è effettuata dal sindaco e avviene attraverso la valutazione dei curricula presentati e di un eventuale colloquio". Il "ruolo" in palio, alla fine, andò a Reboni.

Il regolamento violato - L'iter seguito da Reboni violerebbe il Regolamento del codice di comportamento dei dipendenti pubblici, articolo 54 del decreto legislativo 30 marzo 2001, secondo cui c'è l'obbligo di astensione dal "partecipare all' adozione di decisioni o ad attività che possano coinvolgere interessi propri", obbligo per altro che riguarda anche parenti entro il secondo grado conviventi, o organizzazioni a cui si è legati.
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IlFattoQuotidiano.it/Politica
Brescia, firma il bando per assumere il capo Risorse Umane. Poi vince la selezione (perché ha tutti i requisiti)
POLITICA
Scelto dai commissari tra 22 candidature: è stato l'unico a prendere la "tripla A". Interrogazione del M5s al sindaco Del Bono (Pd)
di Andrea Tornago | 20 marzo 2017
Firma il bando per l’assunzione del responsabile del settore Risorse Umane del Comune di Brescia. Partecipa alla selezione. E vince. Chi è il fortunato? Il responsabile del settore Personale del Comune, Claudio Reboni. Lo stesso dirigente che aveva redatto il bando che indicava i criteri di selezione e i requisiti per poter ricoprire quell’incarico. La vicenda è stata sollevata in un’interrogazione urgente al sindaco di Brescia, Emilio Del Bono del Pd, dalla consigliera comunale del M5s Laura Gamba. La selezione risale al 2013 e secondo il M5s si sarebbe verificata “una violazione della legge 62 del 2013, che prescrive un obbligo di astensione in capo al pubblico dipendente dall’adozione di decisioni o di attività che possono coinvolgere interessi propri”.
Reboni, che ora ricopre l’incarico dirigenziale con una retribuzione di 43mila euro l’anno (prorogato due volte dal sindaco Del Bono), nel firmare il bando per la nuova selezione il 31 luglio 2013 aveva stabilito, ai fini della valutazione, alcuni requisiti particolari che il candidato avrebbe dovuto evidenziare: oltre all’esperienza dirigenziale pluriennale in un ente locale di medie o grandi dimensioni, sarebbe stata importante una specifica esperienza di “gestione degli istituti correlati allo stato giuridico ed economico del personale – si legge nel bando a firma Reboni -; programmazione della formazione, aggiornamento, sviluppo delle competenze; programmazione del fabbisogno del personale; gestione dei rapporti con le organizzazioni sindacali; gestione dell’ufficio procedimenti disciplinari; collaborazione con il nucleo di valutazione”.
Tutti requisiti che, per quanto pertinenti con la funzione richiesta, al momento della partecipazione al suo stesso bando erano già presenti nel curriculum del dirigente Reboni, scaricabile dal sito del Comune di Brescia. La commissione di selezione, riunitasi il 20 agosto 2013 e presieduta dall’allora dg del Comune, Alessandro Triboldi, ha esaminato le 22 candidature richiamando “i criteri di valutazione approvati dalla giunta comunale e riportati nell’avviso di selezione”. E un solo partecipante ha meritato la “tripla A” nella valutazione di competenza: “Il candidato Claudio Reboni”, la cui alta competenza ha convinto i commissari senza nemmeno il ricorso ad un colloquio – previsto come eventuale nel bando – prima dell’affidamento dell’incarico.
Ora il M5s chiede alla giunta se il candidato “abbia tempestivamente comunicato al dirigente competente la propria situazione di incompatibilità” e se non sia opportuno “annullare la delibera di conferimento dell’incarico e promuovere un nuovo bando pubblico”. L’ufficio stampa del Comune di Brescia, contattato da ilfattoquotidiano.it, non commenta: sulla questione “risponderà l’assessore competente nella prossima seduta del consiglio comunale”.
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Firma il bando e lo vince: M5S attacca il capo del personale



«Un capo del personale firma un bando per l’assunzione di un capo del personale, partecipa e... vince».
Lo denuncia il Movimento 5 Stelle di Brescia: la capogruppo in Loggia Laura Gamba comunica di aver depositato un’interrogazione in Consiglio comunale.
Il dirigente si chiama Claudio Reboni - si legge nel comunicato -. È il responsabile del settore risorse umane nell'ambito dei servizi amministrativi e finanziari del Comune di Brescia. Nel luglio 2013 Reboni firma un avviso pubblico per l'assunzione di un nuovo responsabile del medesimo settore risorse umane. La giunta comunale guidata dal sindaco Del Bono (Pd) approva il bando firmato da Reboni e lo pubblica. (...) Ignoti i criteri di valutazione: verranno decisi soltanto in seguito, in sede di comparazione dei curricula pervenuti. Chi vince il bando? Claudio Reboni, poi prorogato con due diversi provvedimenti del 2016».
Per i 5 Stelle la procedura è irregolare. «La legge impone ai dipendenti pubblici l'astensione in caso di decisioni o attività che coinvolgono i loro interessi personali. Dov'erano i dirigenti che dovevano vigilare? E perché i criteri di valutazione sono stati resi noti soltanto a bando scaduto?».

riproduzione riservata © www.giornaledibrescia.it



FIRMA E VINCE IL SUO STESSO BANDO: NIENTE DA DIRE SUL CAPO DEL PERSONALE DEL COMUNE DI BRESCIA?
di LAURA GAMBA                 
16 Marzo 2017


Sembra uno scherzo, invece è tutto vero.
È successo nel Comune di Brescia, a guida Pd: un capo del personale firma un bando per l'assunzione di un capo del personale, poi partecipa allo stesso bando e... lo vince! Qui il conflitto di interessi è oltre, proiettato nello spazio.
DOVE SONO le prime pagine dei giornali, le aperture dei tg, le telecamere, i microfoni, i taccuini? Ne è rimasto qualcuno per il capo del personale del comune di Brescia, o sono ancora tutti occupati con il capo del personale di Roma, Raffaele Marra?
Il dirigente si chiama Claudio Reboni.
È il responsabile del settore risorse umane nell'ambito dei servizi amministrativi e finanziari del Comune di Brescia. Nel luglio 2013 Reboni firma un avviso pubblico per l'assunzione di un nuovo responsabile del medesimo settore risorse umane. La giunta comunale guidata dal sindaco Del Bono (Pd) approva il bando firmato da Reboni e lo pubblica. Il bando scade il 12 agosto, ma l'1 agosto i giornali locali anticipano già i nomi dei probabili vincitori. A rimanere ignoti sono invece i criteri di valutazione, che nessuno ha pensato di comunicare nel bando in questione: verranno decisi soltanto in seguito, in sede di comparazione dei curricula pervenuti. Ora, indovinate chi vince il bando? SORPRESA: Claudio Reboni, poi prorogato con due diversi provvedimenti del 2016.
Quando lo abbiamo scoperto non riuscivamo a crederci.
La legge impone ai dipendenti pubblici l'ASTENSIONE in caso di decisioni o attività che coinvolgono i loro interessi personali. Dov'erano i dirigenti che dovevano vigilare? E perché i criteri di valutazione sono stati resi noti soltanto a bando scaduto? Che ne è della "trasparenza" tanto decantata dal Pd?
Ieri la nostra portavoce in consiglio comunale, Laura Gamba, ha depositato un'interrogazione sulla vicenda. Vogliamo vederci chiaro. Staremo a vedere cosa succederà e quali motivazioni ci daranno. Ma siamo pronti a scommettere che troveranno un cavillo per dire che è tutto perfettamente regolare.
 
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