SEGNALAZIONI 1 - Provitem Onlus

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SEGNALAZIONI 1

SEGNALAZIONI
ALL'ORDINE AVVOCATI DI ASTI, CUNEO, ALESSANDRIA
AL CONSIGLIO NAZIONALE FORENSE
AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
ALLA CORTE DI DISCIPLINA DEI MAGISTRATI
ALLA CORTE DI CASSAZIONE (e art. 363 cpc. Proc. Gen.)
ALLE CAMERE DEL PARLAMENTO
ALLA PRESIDENZA DEL GOVERNO
ALLA CORTE EUROPEA PER I DIRITTI DELL'UOMO
OF PRESIDENT OF THE HUMAN RIGHTS COUNCIL (UNHR)
AL SEGRETARIO DEL COMITATO EUROPEO PER LA PREVENZIONE DELLA TORTURA E TRATTAMENTI INUMANI (CPT)
AL OMS WORLD HEALTH ORGANIZATION

e.p.c.  AL MINISTRO DI GIUSTIZIA
          AL PROCURATORE FRANCO ROBERTI
          AL PROCURATORE FRANCESCO SALUZZO
          AI CITTADINI

oggetto: valutazione con eventuali interventi e provvedimenti disciplinari avverso i responsabili dell'ex Ordine Avvocati di Alba e degli Avv. Bernardino Bonaudi, Silvano Stroppiana, Margherita Corrado, Francesca Gastaldi, Patrizia Coppa, Cristina Gallo, Paola Merlo, Luca Mazzapicchio, Carlo Pasquero del foro di Asti (ex Alba) e avv. Alessandro Ferrero e Paolo Dotta dello studio Vercellotti del foro di Cuneo. E degli avvocati e Magistrati Onorari coinvolti: Gdp di Alba Avv. Piera Lovisolo del foro di Alessandria, Gdp di Cuneo Avv. Marco Gatti del foro di …., Gdp di Brà Avv. Alessandra Bruno del foro di Cuneo, Avv. Beppe Acattino del foro di Asti

Preg.me Istituzioni,
la Nazionale Onlus Provitem c.f. 93048130046 iscritta negli elenchi del Ministero dell'Interno come da dlgs 460/97 e registrata all'Agenzia Regionale Piemonte delle Entrate al n. 6054/2011 con effetto dal 18.10.2010, nella persona del legale rappresentante e Presidente Nazionale Sig.ra Carrera Alessandra nata a Torino …........ tutti eleggendo domicilio per ogni comunicazione presso l'indirizzo di Carmagnola (10022- To) in via Dante 19 casella post. 15; o meglio presso provitemonlus@yahoo.com  …......
e a seguito di segnalazione dei soggetti privati che intervengono qui anche personalmente, dal 2010 soci Provitem, sigg.ri B. A. e Carrera Alessandra

comunicano tali fatti:
1. i sigg.ri B. e Carrera si rivolgono all'Ordine Avvocati di Alba nel 2009 per vedere tutelati i loro diritti, i loro interessi privati e difese le loro ragioni, sia per le cause giudiziali ancora in corso nelle quali non viene presentata idonea, adeguata e sufficiente difesa dai propri avvocati, sia perchè ritengono di non essere stati tutelati dai propri difensori, ma anzi danneggiati.  
2. Il 12 marzo e 06.07.2009 si fanno rilasciare timbro di consegna alle denunce-segnalazioni scritte (doc. 1) che depositano a mani all'Ordine Avvocati di Alba, ai superiori gerarchici dei loro difensori avv. Bonaudi e Stroppiana. Il 23.5.2013 inviano segnalazione  tramite pec dell'Associazione Provitem all'Ordine Avvocati di Cuneo (doc. 2) contro gli avv. Ferrero e Dotta e Gdp avv. Gatti. Tali difensori dei Bianchini si sarebbero accordati con la controparte, contro i loro clienti, conducendoli a rovina totale sia economica, sia di salute, di vita familiare, di progetti di vita e lavorativi.  
3. Di tali segnalazioni all'Ordine di Alba e Cuneo, gli scriventi non hanno mai ricevuto risposta ex lege 241/90. Le richieste dei segnalanti per conoscerne l'esito del procedimento non sono mai state prese in considerazione dagli Ordini e per conoscerne la decisione finale, hanno dovuto fare ricorso al Tar di Torino. Solo in seguito a tale sentenza, l'Ordine di Alba ha permesso ai denuncianti di accedere agli atti (due ricevute all. 3 e 4), accesso avvenuto in data 11.11.2014.
4. Ora, potendo leggere tali procedimenti, possiamo capire il motivo del comportamento omissivo, che ha preso in considerazione esclusivamente la risposta di discolpa degli accusati che affermano di non aver mai commesso nulla di quanto gli si accusa ed anzi di aver sempre agito con la massima correttezza e professionalità. Tanto basta all'incaricato dei procedimenti avv. Bruno Milanesio e all'Ordine di Alba che poi conferma e protocolla, per archiviare il tutto e ripetere quanto affermato dagli avvocati accusati: che hanno fatto tutto bene e non hanno commesso nulla di male. Per Cuneo invece è tutto oscuro ancora adesso, cosa sia successo. Non hanno mai risposto. E sempre che abbiano mai aperto un procedimento.
5. Riguardo ai termini di prescrizione civili e amministrativi, l'art. 2947 CC. comma 3 applica la prescrizione più lunga computando i tempi (20 anni v. cap. 21) come per il reato che si ipotizza di estorsione 629 CP. contro il cittadino. Ma si deve anche tener conto delle cause che impediscono la decadenza ex art. 2966 C.C.: decadenza che può iniziare a contarsi solo dalla possibilità effettiva di poter esercitare il proprio diritto, contestuale quindi all'accesso atti solo di Alba e alla lettura dei documenti di cui alle due procedure richieste. Ovvero dalla data 11.11.2014 di fruibilità e disponibilità del diritto ex art. 2035 CC. “la prescrizione comincia a decorrere dal giorno in cui il diritto può essere fatto valere”. Prescrizione che comincia a decorrere dal 2014 anche come da art. 2941 CC. n. 8 “la prescrizione rimane sospesa...tra il debitore che ha dolosamente occultato l'esistenza del debito e il creditore, finchè il dolo non sia stato scoperto”. Cassaz. 16658/27.7.2007 sez. II civ. “il termine di prescrizione inizia a decorrere non dal momento in cui la condotta del professionista determina l’evento dannoso ma dal momento in cui l’evento pregiudizievole si manifesta all’esterno e diventa oggettivamente percepibile e riconoscibile da chi ha interesse a farlo valere, cioè il cliente...” e altre come Cassazione n. 10493/06; 6537/06; 2287/04; 12666/03. Oltre che vigere l'interruzione per il ricorso al TAR.
Si fa presente inoltre, che la sentenza di rg. 341/07 (doc. 12) è stata pubblicata il 21.3.2011 ed è passata in giudicato dopo sei mesi e nessuno degli Ordini è mai intervenuto dalla segnalazione del
6. Gli interventi richiesti all'Ordine Alba riguardavano due argomenti di cui le relative cause. Qui si parla della causa indicata anche nella segnalazione all'Ordine di Cuneo (doc. 2): trattasi delle conseguenze sfociate dal decreto ingiuntivo attivato dalla ditta Selavio difesa dagli avv. Corrado e Gastaldi del foro di Alba presso il Gdp di Alba avv. Lovisolo con rg. 341/07 per un importo di € 1.100 che la ditta Selavio di Moncalieri ha chiesto in pagamento a seguito di ciò che i Bianchini hanno segnalato quale un giochetto di raggiri, artifizi e bugie a loro danno, messo in atto dai titolari messinesi della ditta, dall'investigatore Agnese Vanni di Cherasco e di Narzole (Cn) sempre della stessa origine, che li ha chiamati e assunti. Investigatore raccomandato, chiamato, conosciuto e fatto incontrare dal calabrese mar. Crucitti, nel suo ufficio in procura, allora capo della procura di Alba dei Carabinieri.
7. Per tale causa, i difensori dei sigg.ri B. sono stati nell'ordine: avv. B.Bonaudi, A.Ferrero e P.Dotta, S.Stroppiana. I difensori della ditta Selavio invece le avv. Margherita Corrado e Francesca Gastaldi del foro di Alba.
8. Nella causa di opposizione a D.Ing. 341/07 cominciata dall'avv. Bonaudi per conto dei sigg.ri B., lo stesso ha commesso diversi errori sia di procedura che di merito a cui si rinvia nel suo paragrafo n. 80 e seguenti. E non ha allegato tutti i documenti consegnatigli, decisivi per la decisione di causa. In più non si è interessato della giurisprudenza specifica che ha delegato “stranamente” al cliente, dicendogli che lui non ne sapeva niente di tale argomento. Pertanto la causa è già iniziata male. Poi, anche nelle memorie, non ha allegato i documenti reperiti dai clienti a seguito delle informazioni da loro trovate alla Camera di Commercio. Quest'ultimo fatto, unito ai problemi, incompletezze, stranezze, pasticci, mancanze di informazioni inadempiuti dal legale, come riscontrato dai clienti disperati, ha fatto loro decidere di trovare un altro difensore.
9. Questi decisivi documenti pretesi dalla Legge 46/90, consistono nell'iscrizione alla Camera di Commercio per poter vendere, ma soprattutto per poter installare impianti elettrici. E nel documento di certificato di conformità stabilito da art. 7 del DM 37/2008 che ne garantisce l'installazione come da legge, 'senza pericoli'. Infatti questo certificato può essere rilasciato solo su moduli emessi dalla Camera di Commercio, che li consegna agli installatori certificati quando questi glieli richiedono. QUESTE ISCRIZIONI SONO INESISTENTI sia per la ditta Selavio che per i suoi tecnici (doc. 7), sia per l'investigatore Agnese (doc. 6). NON ESISTE NESSUNA SPECIFICA INDICAZIONE SULLE VISURE. v. teste Quaglia Responsabile della Camera di Commercio, Industria e Artigianato di Alba, doc. 26 pag. 5.
10. L'art. 15 comma 7 del DM citato impone “Sono nulli,  come da art. 1418 CC., i patti relativi alle attività disciplinate dal presente regolamento stipulati da imprese non abilitate ai sensi dell'articolo 3, salvo il diritto al risarcimento di eventuali danni”. Il  CC. impone “Art. 1418 Cause di nullità del contratto. Il contratto è nullo quando è contrario a norme imperative” come per l'obbligatoria abilitazione alla Camera di Commercio in caso di installazione e vendita apparecchiature elettriche ex lege 46/90 e seguenti. E quando l'oggetto del contratto è illecito come per la mancanza del certificato di conformità. E come da CC. art. 2231 Mancanza d'iscrizione “quando l'esercizio di un'attività professionale è condizionata all'iscrizione di un albo o elenco, la prestazione di chi non è iscritto non gli dà azione per il pagamento della retribuzione”. Pertanto la ditta Selavio non ha mai avuto diritto a nulla, a nessun pagamento, a nessuna sentenza favorevole, a nessuna esecuzione coatta, a nessun decreto ingiuntivo attivato dai suoi legali (v. reato a cap. 104 e seguenti avv. Corrado e Gastaldi). Ma qualunque Autorità Giudiziaria che sia venuta a conoscenza di tale illecito di Legge, avrebbe dovuto attivarsi per interrompere immediatamente ogni illegalità ex art. 101 Costituz.
11. Non vi è dubbio alcuno che tali impianti elettrici siano stati installati dai tecnici della ditta Selavio che è intervenuta più volte con tale funzione, a casa dei sigg. B. a S.Benedetto Belbo (Cn), come dalla ditta Selavio stessa ammesso negli atti giudiziali, (doc. 8). E come da fattura Selavio 161/4.8.2006 in cui è indicato “interventi tecnici”.
12. Impianto di videosorveglianza installato (e mai funzionato correttamente perchè non a norma, come dimostra la mancanza del certif. di conformità), e non funzionante come da normale-media aspettativa d'acquisto, al fine di consegnare in procura al mar. Crucitti, come da lui richiesto, le prove degli 'ignoti' (senza dubbio dai Bianchini riconosciuti nei vicini di casa Drocco Isidoro meglio descritto nel par. 69 e suoi parenti e proprietari di casa Fresia Renato) che rubavano, danneggiavano, avvelenavano animali e persone dentro l'abitazione di residenza, e ne combinavano di tutti i colori dentro e fuori casa, durante l'assenza degli abitanti Bianchini.
13. I sigg. Bianchini hanno conferito mandato all'investigatore Agnese, presentato dal mar. Crucitti in procura di Alba, per installare un impianto elettrico di videosorveglianza composto da 3 videocamere (una per ogni lato della casa, più una all'interno del garage dove si è scoperto che gli 'ignoti' entravano in casa), un monitor per la visione e il registratore. Ciò al fine di consegnare al mar. Crucitti, come da lui richiesto, le prove dei reati e lesioni che stavano succedendo nei luoghi di abitazione dei sigg. Bianchini. Essi hanno pagato subito tutto quanto richiesto, € 4mila all'investigatore che a sua volta, si è avvalso di suo personale tecnico per l'installazione della videosorveglianza, come ha specificato lui.
14. Questo personale tecnico si è poi conosciuto appartenere ad una ditta di nome Selavio, quando si sono scoperti, alla ricezione del decreto ingiuntivo del 2007, i loro 'giochetti' proditori attuati e sostenuti dalle avvocate. Il sig. Agnese insistendo ed urlando la sua alta ed indiscutibile professionalità, ha messo in funzione “per ora, una sola telecamera”, con il pretesto (perchè poi scopertane la falsità) che “la registrazione era migliore e più precisa nei particolari, al fine delle prove”. Ma dopo qualche settimana, i sigg. B. hanno preteso il funzionamento di tutte e tre le telecamere pagate, come accordato nel mandato al sig. Agnese. Solo a questo punto l'investigatore gli ha consegnato il numero di telefono dei “suoi tecnici” per facilitare l'accordarsi dell'appuntamento diretto, al fine del funzionamento completo dell'impianto di videosorveglianza.
15. All'appuntamento coi tecnici del sig. Agnese, si è scoperto che per far funzionare tutte e tre le telecamere contemporaneamente, mancavano due accessori essenziali che i tecnici si erano portati dietro solo ad agosto (un monitor che rilevasse la visione di più telecamere e un deviatore per vederle tutte e tre insieme). Dopo alcuni giorni la ditta Selavio ha inviato una fattura di pagamento di questi pezzi mancanti, come se fosse un ordine diretto dei sigg.ri B. alla Selavio, invece che già compreso e già pagato all'investigatore Agnese, come da mandato. E se mai, la ditta doveva inviare a quest'ultimo l'ulteriore pagamento e non ai sigg. Bianchini.
16. Che non hanno pagato la fattura perchè già pagata all'investigatore. L'avv. Corrado ha iscritto decreto ingiuntivo a cui i Bianchini si sono opposti. Richiesta e ottenuta la provvisoria esecuzione, nel 2009 l'avv. Corrado, per la ditta Selavio, ha iscritto la causa all'esecuzione; per parte avversa ha risposto l'avv. Stroppiana (in sostituzione dell'avv. Bonaudi già licenziato), ma come gli altri difensori prima di lui, non ha mai fatto menzione di alcuna nullità di legge, né chiesto rinvio, oppure intervento d'ufficio per gli illeciti di controparte. Nel suo dovere professionale e deontologico di verità, di rispetto delle leggi, degli interessi del cliente, ecc..
17. Quindi si è richiesto aiuto e intervento all'Ordine avvocati di Alba, senza nulla ottenere.
18. Si è cercato un difensore successivo all'avv. Bonaudi anche in rg. 341/07, sono stati contattati il 90% degli avvocati di Alba che hanno rifiutato l'incarico, non volendo inserirsi in una causa già viziata dal primo intervento del loro collega, con influenze all'Ordine. I sigg. B. stremati, hanno provato con Cuneo i cui difensori Ferrero e Dotta hanno accettato l'incarico, sono stati pagati, ma stranamente non hanno di nuovo difeso il cliente, non tutelando gli interessi del cliente, poiché non hanno fatto presente in causa,  i decisivi illeciti e nullità come da punti 9, 10 e 57, 58.
19. Il 7.10.2009 la sig.ra Carrera iscrive dal Gdp (art. 82 comma 1 Cpc.) una causa per risarcimento danni contro gli errori dell'avv. Bonaudi, auto-assegnatasi alla Giudice Lovisolo (allora capo ufficio del Gdp), anche titolare della causa 341/07 in cui affermava di non poter prendere in considerazione il rispetto delle leggi preteso dai Bianchini e di non poter nemmeno parlare con loro, se non tramite la voce di un loro avvocato. Nell'atto di citazione contro l'avv. Bonaudi (doc. 13), si sono fatti presenti 'ritualmente' tutti gli inadempimenti commessi dai difensori in rg. 341/07, indicando anche le illegalità di Legge cui al punto 9.
20. Ma anche in questo modo 'rituale', la Gdp Lovisolo non è mai intervenuta d'ufficio, né a seguito di istanza di parte; nulla ha voluto sentire e attuare la Legge per reprimere gli illeciti in attuazione. Ha mandato avanti la causa 341/07 nonostante la sua diretta conoscenza degli illeciti, ha accettato la richiesta della ditta Selavio di sequestro provvisorio presso terzi, che ha poi confermato con sentenza di primo grado emessa il  21.3.2011 (doc. 12).
21. Gli avvocati Ferrero e Dotta, successivamente alla sentenza di primo grado, non hanno avvertito il cliente della possibilità di fare appello, continuando nello strano comportamento di non-informazione e di non-tutela degli interessi del cliente.
22. Successivamente a ciò, è intervenuta la Provitem, ha iscritto a ruolo la causa a Cuneo rg. 1420/11 Gdp avv. Gatti, chiedendo di nuovo, nella citazione (doc. 14), di fermare anche d'ufficio le illegalità e di provvedere al rispetto della Legge. Il richiamo è stato presentato nei confronti di tutti i soggetti che ne hanno avuto conoscenza, quali il Gdp, le controparti e gli avvocati. Di nuovo, nessuno ha fermato le illegalità che sono state portate avanti da tutti, consapevolmente, per mesi ed anni, beffandosi della Legge e dei danni provocati alle vittime.
23. il Gdp Avv. Gatti, Onorario a Cuneo, nel suo obbligo di rispetto delle leggi, nella sua funzione sia di giudicante che di avvocato nella causa di cui al punto precedente, non è mai intervenuto neppure lui in alcun modo, neppure d'ufficio, a fermare gli illeciti commessi e continuati.
24. Anche al TAR di Torino, prima sezione, Presidente dr. Balucani, ricorso di accesso atti contro l'Ordine Avvocati Alba (v. punto 3), il reiterarsi delle illegalità non si è fermato: il TAR non avrebbe preso in considerazione l'istanza scritta nel primo atto di parte (doc. 16) di far rispettare le Leggi. Anche in tale atto gli attori chiedono e ricordano esplicitamente l'intervento d'ufficio contro le illegalità e come da obbligo di  dovere professionale: doveva essere bloccato immediatamente ogni illecito, come da Codice Amministrativo e art. 101 Costituzionale.

IN DIRITTO
25. Nei nostri casi si deve far riferimento per gli avvocati, al Codice Deontologico precedente, in quanto fatti e cause iscritte e concluse prima del 2014. Ma anche il Codice nuovo a causa del sequestro mensile presso terzi, ancora vigente a tutt'oggi, da marzo 2009: il ritiro dell'assegno mensile del sequestro coatto da parte della ditta Selavio per mezzo delle loro avvocate, comporterebbe la reiteratezza delle omissioni e degli illeciti di tutti gli avvocati, anche quelli in veste di Onorari Giudici, perchè, avendone la possibilità, non hanno mai interrotto gli illeciti come da punti 9 e 10 e pertanto, a loro volta, li hanno continuamente confermati e permessi, diventando concorrenti con chi li ha ideati e commessi.
26. Ci si riferisce per semplicità al DM 37/2008 anche se l'installazione della ditta Selavio è avvenuta nel 2006, in quanto trattasi di una legge di riordino delle norme già in vigore della Legge 46/1990 e Dpr d'attuazione 392/18.04.1994.  V. punto 10.
27. E' impossibile che una sentenza emessa da un Giudice, seppure passata in giudicato per qualsiasi motivo, ed emessa su presupposti e prove illecite o contrariando precise prescrizioni di Legge (come nel nostro caso una Legge IMPERATIVA), faccia sentenza ed imponga giudicato. Verificandosi da parte del Giudice, per lo più un illecito, in concorso, favoreggiamento con chi l'ha commesso e con chi altro lo ha permesso, e nel suo proseguimento e il suo susseguirsi. Ciò non avendo nulla a che fare con l'interpretazione delle Leggi e il libero arbitrio del giudicante.
28. Nel nostro attuale ordinamento costituzionale non è assolutamente possibile per il potere esecutivo (Magistratura e forze di Polizia), nemmeno con sentenza passata in giudicato, cambiare una legge, dichiarare legale e/o legalizzare una nullità di legge già approvata e attiva, oppure contrariare o ribaltare una legge (in più imperativa DM 37/2008 art. 15 comma 7 e art. 1418 CC.) già stabilita dal Parlamento italiano (potere legislativo), se non seguendo l'iter parlamentare previsto per variare norme e valori.
Solo per miglioramento di comprensione ed esecuzione tutto ciò potrebbe venir aggiunto all'art. 362 n. 3 con esecuzione retroattiva in quanto già presente nella forma e nel significato delle leggi fondamentali e loro applicazioni.  
29. La sentenza della Magistratura n. 207/2011 di rg. 341/07 emessa dal Gdp di Alba avv. Lovisolo in opposizione e contro le leggi parlamentari, anche se formalmente risulta in giudicato, ravvisa non una decisione giurisprudenziale, ma ravviserebbe esclusivamente la prova di reati di giudici onorari in concorso con colleghi avvocati (sentenza che cerca di sostituirsi alla volontà Parlamentare, esautorandola, come si ripete!) a cui non può seguire addirittura un'esecuzione della sentenza del Tribunale di Alba G.E. 19/2009, confirmata dal G. dell'esecuzione (Avv. Beppe Accattino del foro di Asti).
30. Reato continuato e ripetuto, reato sovrapposto a reato che si esplicherebbe, nel diritto sostanziale e nella corretta Giustizia, da parte di questi avvocati e giudici nel particolare e delicato ruolo di responsabilità da essi rivestito delle cariche pubbliche, quale una vera e propria Estorsione art. 629 CP. contro il cittadino che non può far altro che subire e sottostare agli abusi imposti dai poteri forti delle Autorità, che invece di tutelarlo (Difesa Sociale), lo prevaricano, gli rubano per sempre i diritti fondamentali e costituzionali alla vita, alla salute art. 32, alla sicurezza art. 2, alla difesa e al giusto processo art. 24 e 111, ai diritti uguali per tutti art. 3; in Europa per la CEDU art. 1 obbligo al rispetto dei diritti fondamentali; art. 3 divieto della tortura; art. 6 diritto ad un processo equo; art. 8 diritto al rispetto della vita privata e familiare che ne viene sconvolta; art. 13 diritto ad un ricorso effettivo; art 14 divieto di discriminazione e abuso sulle categorie deboli (il sig. B. all'epoca ha 80 anni, è malato grave, è poi diventato disabile e ha avuto infarti per tali dispiaceri in tribunale che sono diventate disperazioni e altre gravi malattie mortali come l'embolia polmonare, conosciuta dalla medicina quale patologia che deriva da cause di gravi stress e dispiaceri); art. 1 prot. Parigi del 1952 protezione della proprietà e al rispetto dei propri beni che vengono ingiustamente requisiti ovvero estorti da funzionari pubblici con sequestri coatti, nell'abuso delle loro funzioni statali di pubbliche autorità, come spiegato prima e successivamente.
31. Reato art. 629 Cod. Pen. ai danni di un cittadino privato e della sua famiglia: “Chiunque, mediante violenza (obbligo coattivo ingiustificato e controleggi + lesione di art. 24 e 111 Cost.), costringendo taluno a fare (prelievo coatto dall'Inps) o ad omettere qualche cosa (diritto di difesa), procura a sé o ad altri un ingiusto profitto con altrui danno”... stabilisce la pena della reclusione da 6 a 20 anni...se concorre taluna delle circostanze indicate all'art. 628 1) se la violenza è commessa...da più persone riunite [in rg. 341/07 Gdp avv.Lovisolo+avv.Corradi+avv.Gastaldi+cliente/ditta(in forza di procura)+avv.Bonaudi +avv.Dotta+avv.Ferrero +investigatore Agnese. E poi dal G.E. rg. 19/09 (doc. 30) avv.Acattino+avv.Corradi+avv.Gastaldi +avv.Stroppiana+dittaSelavio+investigatoreAgnese];  2) se la violenza consiste nel porre taluno in stato di incapacità di agire (estromissione dal diritto art. 24 e 111 Cost. imposto dall'avv.Lovisolo in rg. 341/07 e rg. 876/09 e poi NON appello dei difensori di Cuneo); 3) se la violenza è posta in essere da persone che fanno parte dell'associazione di cui all'art. 416bis. I sintomi per dirlo vi sono tutti e sarebbero chiari: tra cui l'omertà; una perfetta copertura e collaborazione reciproca tra i membri (avvocati) e tra i collaboratori e usufruitori dei servizi dell'associazione; isolamento della vittima, privandola di ogni possibile reazione anche con mezzi indiretti vari: controlli e pedinamenti anche con le auto, organizzati con precisi turn-over; derisione e deterioramento e sgretolamento sistematico e continuativo nel tempo delle vittime e loro famiglia con pressioni sistematiche, su tutti i fronti della loro esistenza e vita di giorno e di notte, anche impedendone il riposo e il sonno con rumori, danneggiamenti e spaventi; intrusioni in auto, intrusioni nell'abitazione con lettura e furto dei documenti privati, con avvelenamento di animali e di alimenti e medicine, ecc...]; pagamento dei collaboratori con vari mezzi, anche con assegni dell'assistenza sociale. Come da plurime denunce dei B., sempre archiviate dai magistrati con gravi conflitti d'interesse di parentele (v. cap. 41 e seguenti).
32. Una tale sentenza di rg. 341/07 (doc. 12) contro le leggi parlamentari, anche se in giudicato, ravviserebbe inoltre, ALTO TRADIMENTO DEL GIUDICE contro il suo giuramento davanti allo Stato e ai suoi doveri propriamente specifici affidatigli come da art. 101 della Costituzione. Qui nulla centrando i poteri interpretativi delle leggi e valutativi dei fatti.
33. Tali gravissimi inadempimenti da parte di questi funzionari e nel particolare e delicato ruolo agli stessi affidato, secondo noi ravvisano senza dubbio, le illegalità di cui all'art. 241 Cod. Pen. “chiunque menoma l'indipendenza o l'unità dello Stato” POICHÉ TALI FUNZIONARI CON POTERE ESECUTIVO SI SONO VOLUTI SOSTITUIRE ALLE FUNZIONI PARLAMENTARI, IN QUESTO MODO DELEGITTIMANDO PARLAMENTO E STATO.
E I COLLEGHI CHE NON NE HANNO IMPEDITO OD INTERROTTO LE ILLEGALITA' SONO  ALLA PARI  CONCORRENTI  NEGLI  IMPERDONABILI  DELITTI.
34. Tale principio di corretta applicazione delle Leggi e rispetto delle stesse e relativa corretta esecuzione è già più che compreso nel dovere di verità, di giustizia e rispetto delle Leggi del giudice; nei principi costituzionali art. 101 e 111; nella definizione precisa dei pubblici poteri e doveri (parlamentare art. 70, esecutivo art. 101 c.2, amministrativo) delle varie istituzioni che compongono lo Stato.
35. Gli Avvocati Onorari, nelle funzioni di Magistrati, intervengono sia come giudicanti, sia quali Avvocati, nelle loro funzioni superiori di rispetto delle Leggi, Giustizia, indipendenza, Difesa Sociale e tutela degli interessi collettivi. Non dismettendo mai la loro attiva funzione e professionalità di Avvocati, anche nelle vesti di Magistrati. E quindi, risultano sottoposti sia ai supervisori dei Magistrati, sia al Consiglio di Disciplina degli Avvocati. In vigore ancora oggi, principio mai variato, come le conseguenti responsabilità.
Ed infatti, tali funzioni sono richiamate anche nella Deontologia Forense del 2007, all'art. 53 “l'avv. con funzioni di magistrato Onorario deve rispettare tutti gli obblighi inerenti a tali funzioni” e all'art. 59 “l'inadempimento ad obbligazioni estranee all'esercizio della professione...è punibile...quando, per modalità o gravità, sia tale da compromettere la fiducia dei terzi nella capacità dell'avvocato di rispettare i propri doveri professionali”.

LE REGOLE CI SONO. È L'ORA DI FARLE RISPETTARE!
36. Non avrebbe gravemente funzionato, se non per produrre abusi ed illeciti contro la Sovranità Italiana, un intero sistema rappresentato da più Magistrati, come (il Gdp Piera Lovisolo di Alba in rg. 341/07 e 876/09, il Gdp Marco Gatti di Cuneo in rg. 1420/2011, poi il G.E. Avv. Beppe Accattino e poi al TAR di Torino responsabile Sezione Prima dr. Lanfranco Balucani in rg. 910/12  e 447/13, poi Gdp Alessandra Bruno e altri) dove si è continuamente richiesto di intervenire, almeno d'ufficio (v. punto 148), a fermare gli illeciti indicati ai punti 9-10 e di cui le sentenze emesse che non rispettano le Leggi, perchè contrarie alle Leggi in vigore.
Anche se per 'assurdo', trovassimo avvocati disposti ad intervenire contro i loro stessi colleghi, e trovassimo magistrati che si prendessero la responsabilità di giudicare i loro colleghi e vicini di ufficio, non si riesce materialmente a star dietro alle opposizioni da instaurare a seguito degli errori  dei Giudici (qui tutti Onorari)!!!!!!!!!!!
37. Questo abituale ed insidioso agire omissivo e pensare 'omertoso' e di interesse personale (non far rispettare le leggi per non dar fastidio o non emettere sentenze contro colleghi), che si attuerebbe nel CHIUDERE GLI OCCHI, NON DECIDERE, spesso pretestuosamente eliminando le cause per sanabili nullità ex lege o per eccezioni inesistenti e/o sanabili (art. 162 cpc.), pur di NON PRENDERSI RESPONSABILITA', è totalmente contrario al DOVERE PUBBLICO E SOCIALE AFFIDATO DI GIUDICI=GIUDICARE=ESPRIMERE UN GIUDIZIO (equilibrato ed indipendente) PER RISOLVERE LE CONTROVERSIE. Contrario al posto che occupano e al giuramento e all'Incarico a loro affidato dallo Stato, che è proprio quello di DECIDERE NEL MERITO, nonché di risolvere davvero le controversie e non quello di rinviarle; nonché il diritto sostanziale prima di quello formale. In questa funzione pubblica di Giudici, i difetti di formalità vanno superati, sanandoli sempre e ovunque possibile, ex lege, al contrario di quanto invece succede realmente nelle aule, al fine di esimersi facilmente da responsabilità e sue conseguenze, probabilmente per far apparire aumentato il numero di cause esaminate per guadagnare più facilmente e maggiore stipendio a fine mese; ma contrariando gravemente quanto continua a ripetere l'Europa e la Cassazione nell'attuazione del suo potere e dovere di normofiliachia, cioè il diritto sostanziale prima di quello formale.
38. E andrebbero applicati immediatamente adeguati provvedimenti e attuate punizioni inflessibili contro chi ha commesso tali gravissimi delitti a danno dello Stato e poi a danno di privati cittadini. Valutando l'Interesse Pubblico diffuso e alla Sociale esigenza impellente di eliminarli definitivamente e rapidamente dal ruolo che occupano attualmente. Eliminandoli per sempre da ogni pubblico ufficio e pubblica responsabilità. Per grave pericolosità pubblica e di sicura reiterazione, secondo la nostra esperienza. (E sostituirli con soggetti valutati per scienza e capacità)
39. E DI ARRESTARE IMMEDIATAMENTE I COLPEVOLI CHE HANNO COMMESSO E CONTINUANO A REITERARE I REATI CONSUMATI CONTRO L'INDIPENDENZA E L'UNITÀ DELLO STATO (v. cap. 33) E DI ESTORSIONE (v. cap. 31), in quanto, ripetendosi a tutt'oggi e mensilmente il non dovuto coatto sequestro presso terzi (pensione Inps del sig. Bianchini), l'arresto obbligatorio risulterebbe immediato per la flagranza, ex art.  380 C.P.P. commi 1 e 2a. Tali delitti consumati, si concluderanno ad aprile 2017 per la flagranza, poiché sta terminando il coatto ritiro de 'l'illecito'  sequestro presso terzo INPS, soldi tutt'ora ritirati dall'avv. Corrado per la ditta Selavio.
40. Data l'estrema delicatezza dell'intervento e la richiesta di valutazione anche da parte della Corte di Cassazione per la sua essenziale e superiore funzione di verifica del corretto rispetto delle leggi, si ritiene adeguato ed indispensabile, al fine della serenità ed equilibrio della stessa, di separare (magari provvisoriamente) a Roma, l'ente stesso da ogni tipo di contatto ed eventuali influenze di suoi membri che avrebbero parentele e pertanto collegamenti diretti con lo stesso luogo per cui si procede, come ad esempio i magistrati Deodato e Masia di Alba-Asti-Roma, e forse altri, facilitando i funzionari aditi della Corte ad avvalersi di un sufficiente ambiente sereno al suo interno, rendendola il più possibile asettica durante l'esame che si richiede. Vedi punto 42 sul conflitto d'interesse; e punto 68 e seguenti sulle parentele.
41. Dei due magistrati Laura Deodato e Donatella Masia avremmo riscontrato reiterate nel tempo, anomalie e favoritismi in procura, sulle denunce presentate contro i loro presunti parenti e collaboratori (associati?), fino a dover presentare denunce-querele nei confronti delle magistrate (doc. da 17), naturalmente tutte archiviate con l'intervento dei superiori dr. Manzione di Alba e poi del dr. Bruti Liberati (doc. 18) a Milano (sarà un caso che il papà Deodato, sarebbe Giudice in Cassazione a Roma?????). Sarà un caso che nei fascicoli a Milano non abbiamo più trovato alcune nostre denunce, né alcuni nostri scritti, come questo (doc. 21)? Sarà un caso che abbiamo trovato confusione nei fascicoli, tanto da non capirci nulla, noi stessi che sappiamo tutti i fatti... confusione per i copiosi allegati dei Carabinieri (in diversi già denunciati per calunnie, sempre archiviate poiché tali reati se compiuti dai carabinieri, diventerebbero “solo una loro informazione”, seppure falsa, insultante, tendenziosa) poichè hanno fornito tanti di quei fogli non pertinenti e tendenziosi dei loro esclusivi pareri anche nella materia medico-sanitaria e sociale non di loro conoscenza, se non calunniosi ed insultanti incompetenti pareri, se non totalmente privi di oggettività e fondamento (v. doc. 20). Sarà una casualità, che il padre del PM Masia risulterebbe un Generale dell'Arma??????
42. Non ci pare normale e corretto, che dopo tali denunce, i procedimenti presentati in procura di Alba dagli stessi denuncianti dei Magistrati, siano stati affidati sempre e solo ai due stessi magistrati denunciati, e che questi ultimi non abbiano mai presentato istanza di astensione ex art. 36 a)d)h) C.p.p. per grave conflitto d'interesse(parentele) e gravi ragioni di convenienza (denunce). Come invece avvenuto nel civile, dopo le denunce ai Gdp Lovisolo e Nizza che hanno chiesto al Presidente del Tribunale di esentarsi dalle cause a loro affidate.
Non ci pare normale che dopo il trasferimento del Tribunale da Alba ad Asti, i nuovi procedimenti dei denuncianti delle Magistrate siano affidati solo agli stessi magistrati ex-Alba (v. punto 45) e che gli stessi non abbiano mai chiesto di esentarsi ex art. 36 cpp., poiché gravemente influenzati dalle notizie soggettive a bocca dei Magistrati e altre Autorità (es. Carabinieri) accusate, che si vendicherebbero e per difendersi e salvarsi, cercano in tutti i modi di delegittimare ed invalidare l'esistenza ed attendibilità dei loro accusatori, che non hanno mai smentito le loro accuse, ma anzi le continuano a ripetere negli anni. Anzi, gli accusatori aggiungono nuove prove, poiché le precedenti condotte non cambiano e si rinnovano, continuando a non essere conformi alle Leggi. Con gli stessi risultati di insabbiamenti ovvero archiviazioni, a prescindere dalle prove.
43. Alcuni esempi di anomalie della procura di Alba (ora spostata ad Asti), abituali perchè non solo contro i B., come conosciuto e ripetutamente segnalato alla Provitem Onlus:
nella denuncia con rg.Nr. 2779/09 per furto di corrente (doc. 22) in cui il denunciante B. si è accorto di consumi superiori alla norma, ha chiamato il suo elettricista che ha scoperto anomale derivazioni e collegamenti di fili elettrici tra due appartamenti di proprietari diversi (l'altro è del 'factotum' Fresia cui al cap. 69). Dopo alcuni giorni i Carabinieri fanno intervenire un loro perito che conferma l'anomalia già scoperta dal primo elettricista. Data l'urgenza, dopo diverse settimane, il PM Donatella Masia nomina altri suoi periti, per controllare meglio che al momento dell'ispezione (previo ufficiale appuntamento della Procura col presunto ladro, avvertendolo dell'ispezione, indicandogli ora e giorno) non vi fossero assorbimenti di corrente per apparecchi attaccati nel luogo dove sono stati scoperti fili liberi funzionanti ed utilizzabili dall'appartamento del presunto ladro, per poter prendere la corrente dall'appartamento dei vicini. Forse al PM Masia (e al GIP DiNaro, v. punto 45) serviva qualche appiglio per poter archiviare un procedimento contro uno della parentela, intoccabile (v. punto 69), motivando “che non c'è nessun furto perchè manca al momento dell'ispezione, l'assorbimento di corrente poiché (chi ruba la corrente) non ha nessun apparecchio attaccato alle prese elettriche”...“vi è solo un portalampade funzionante ma senza lampadina”...che il ladro ha avuto tutto il tempo di svitare e far sparire! ...“pertanto vi sarebbe pure la malafede e l'ossessione accanitrice accusatoria del denunciante...poichè si contemplano i consumi eccessivi di energia di apparecchi non presenti al momento del controllo, collocati nell'abitazione dei denuncianti che non si sono trovati presenti al momento del controllo”.  E i fili penduli trovati nel garage del Fresia collegati alla presa di corrente attiva dell'altra casa di abitazione dei denuncianti lesi????? Curioso anche che la Procura di Alba non abbia controllato, durante le settimane di attesa per l'appuntamento col presunto ladro, l'indicazione dei denuncianti: dell'entrata costante nel garage di Fresia, di un camioncino con sopra una scatola di circa mezzo metro quadrato (filmato), verosimilmente un accumulatore. E neppure è stato controllato dentro gli scatoloni presenti nel garage del presunto ladro, come si vede in foto del doc. 22 allegato.
IL PM MASIA HA PRESO APPUNTAMENTO IL GIORNO ED ORA PRECISI, COL PRESUNTO LADRO FRESIA RENATO, CHIEDENDOGLI PER FAVORE DI APRIRE LA PORTA PER LA LORO ISPEZIONE, PER CONTROLLARE SE ERA VERO IL REATO DENUNCIATO DAI B. !!!!!!!!!!!! e caso strano, i CC. PG. non hanno trovato prove!
44. Ad es. il PM Deodato in rg. 500/14 RgNr Tribunale di Asti, in pochi giorni e in tempo di record come mai successo prima, come dichiarato dagli uffici penali di Asti, riesca a fare indagini e rinviare sempre a giudizio la Presidente sottoscritta, che ha subito processo e come sempre fin'ora, è poi risultato reato non commesso, sentenza definitiva. (N.B. Il Giudice era di Asti, indipendente da Alba).
45. Sarà un'altra coincidenza che il Gip Francesca Dinaro (ex Alba) avrebbe attivato condotte opache e scorrette, se non proditorie, in verosimile accordo con il difensore dell'imputata, avv. Demetrio Rizzo di Brà (Cn), al fine di farla condannare a tutti i costi, forzando e facendo passare a tutti i costi un'ammissione di colpa da lei mai voluta, mai espressa e mai ammessa??? Ed ANZI CONTRARIA ALLA SUA VOLONTA' come risulta dalle sue registrate (per fortuna) dichiarazioni in Rgnr. 2309/11 (v. doc. 24). Dichiarazioni di volontà che la Giudice in persona ha cercato continuamente di troncare, interrompendo continuamente l'imputata, nel punto preciso in cui esternava la sua dichiarazione di volontà. Questi comportamenti ci sembrano tutt'altro che chiari e trasparenti durante un'udienza giudiziale penale. E NON CONSONI AL RISPETTO DELLE LEGGI, ALLA DEONTOLOGIA, ALLA FUNZIONE PUBBLICA DELLE CARICHE PUBBLICHE RICOPERTE. A seguito del quale comportamento proditorio, che noi riteniamo più che palese, non sono stati rispettati i diritti e le volontà dell'imputata. Per brevità, qui si rinvia ad apposita istanza disciplinare e penale proposta a carico di avv. Demetrio Rizzo di Brà, Gip DiNaro, fisiatra Roberta LaFauci di Brà (doc. 23).
Come sempre successo fin'ora, per pura casualità, si nota anche come tale procedimento inizialmente sia stato assegnato ad altro Giudice (indipendente e probabilmente di Asti), per poi essere sostituito da altro G. DiNaro (ex Alba del vecchio 'giro') per casuale impedimento  del primo assegnatario G. Bosticco.
45bis. Nell'ultimo accesso atti del 2016 (v. quello del 2008 in par. 96) per illeciti in certificato di Agibilità dell'immobile a S.Benedetto Belbo (Cn) che intendevano acquistare i B., Fresia Marco, dipendente comunale e responsabile dello Sportello Unico Edilizia, avrebbe cercato di impedire ancora una volta la scoperta degli illeciti commessi dalla parentela Fresia/Drocco, casualmente anche con la partecipazione dei Carabinieri di Bossolasco chiamati dal Comune e intervenuti immediatamente, non si sa per quale motivo, se non quello di tentare di scoraggiare o spaventare o altro (come molte altre volte già avvenuto nei confronti dei sigg.Bianchini) persino l'Avvocato intervenuto ancora una volta a marzo 2016, per la perizia per conto dei B. Per questo episodio tuttavia, lo stesso Avvocato, non lasciandosi intimorire, ha immediatamente provveduto a presentare una denuncia a carico di detti soggetti al Tribunale di Asti (doc. 50) con RgNr. 2430/2016 per abuso d'ufficio. Sarà una casualità, ma tale procedimento è stato assegnato al PM Laura Deodato, moglie di Marcello Drocco, cugino di Fresia (v. cap. 69 e seguenti); strano che la stessa PM NON abbia chiesto di esentarsi per conflitto di interessi di parentele e gravi ragioni di convenienza, v. cap. 42.
Sarà una coincidenza, ma il PM Deodato ne ha chiesto velocemente l'archiviazione e senza alcuna precisa e valida motivazione. Ora è stata presentata opposizione all'archiviazione (doc.51) con testimone lo stesso Avvocato che chiede di essere sentito. E istanza di ricusazione dello stesso PM (doc. 52)
46. La Presidente Nazionale della Provitem, Sig.ra Carrera Alessandra tenta, nel grave e difficile presente atto, di spiegare a chi di competenza quanto successo e sta continuando a succedere, nel ripetersi degli anni, il più correttamente e chiaramente a lei possibile, anche nelle formalità, affinchè siano presi i provvedimenti del caos. Ma per arrivare a tanto ha dovuto studiarsi tutta la giurisprudenza e ogni diritto processuale, intervenendo di persona nei processi e diventando nei fatti un vero e proprio avvocato, entrare nei ragionamenti dei giudici, nel loro sistema, per parlare la stessa lingua giuridica e cercare di farsi capire, senza sbagliare le formalità. Ed è sicuro che non è ancora sufficiente, almeno per chi non intende capire nel profondo del significato espresso, a tutela  dell'interesse pubblico generale.
47. Ci si domanda se sia normale, giusto e legittimo per un cittadino comune, dover studiarsi tutte le leggi e le procedure di tribunale, il linguaggio apposito, i contorcimenti giuridici più o meno giustificati, pur avvalendosi e affidandosi ad avvocati iscritti all'Albo, per veder tutelati i propri diritti o per lo meno per sperare di ottenere l'applicazione delle Leggi a sua tutela.... E CHI NON AVESSE LA CAPACITA' E IL CERVELLO PER ARRIVARE A DIVENTARE PARI AD AVVOCATO DA SOLO E IN VELOCISSIMO TEMPO? E A COSA SERVONO GLI AVVOCATI ALLORA??? E PER COSA SI PAGANO ALLORA???
48. Prima gli interessati personalmente nel 2009, poi la Provitem dal 2011 è dovuta intervenire in giudizio anche civile, ex lege art. 82 cpc., essendo per ora possibile la difesa solo dal Gdp, dove si è cercato di far emergere un po' di Giustizia ed il rispetto delle Leggi, a tutela degli interessi del cittadino privato, ma soprattutto a tutela degli interessi più ampi e diffusi della Comunità e dello Stato Italia, come da esclusiva finalità di solidarietà sociale, da Statuto, da attività istituzionali ex dlgs 460/97 di tale Onlus.
I casi qui indicati, dimostrano il conflitto d'interessi di soggetti privati e delle categorie-lobby, in immediato scontro e contrasto con gli interessi del cittadino e della Giustizia, che gli Avvocati avrebbero dovuto tutelare per prima (Difesa Sociale come da lg. 247/12 e Deontologia, v. cap. 78), ma che purtroppo è tutt'altro che l'unico caso: le continue segnalazioni alla Provitem e ad altre Associazioni in tutto il territorio nazionale, ne indicano una vera e propria strage di cittadini, dei loro diritti e della Giustizia di Stato!
49. Qui si pone un enorme e grave problema da risolvere al più presto: il drammatico conflitto d'interessi tra colleghi Avvocati e Giudici di Pace e Onorari, che da una parte fanno i giudici e pertanto partecipano alla funzione imparziale e di tutela dello Stato (dovendo giudicare le cause presentate dai colleghi nella circoscrizione dove esercitano la professione di Giudici) poi, nella circoscrizione accanto utilizzano gli stessi servizi e uffici quali avvocati di parte. QUESTO NON CHIARO MISCUGLIO è INAMISSIBILE!
50. Oramai si annullano le distanze con l'uso dei mezzi informatici e dei veloci mezzi per le trasferte in tutta Italia. Inevitabilmente creandosi conflitto doloso e colposo, totalmente opposto ai principi costituzionali di buona, efficiente, efficace, imparziale, trasparente andamento della macchina pubblica e dei suoi servizi ad utilizzo dei cittadini, che in questo modo viene ingolfata da 'casuali' errori, defajance, ecc... e da problemi spesso voluti e pilotati. Tali Autorità, non perseguirebbero reati e danni che ledono i cittadini, lo Stato e le risorse pubbliche, ma seguirebbero maggiormente gli interessi propri e dei colleghi, della categoria... di altro Stato.
51. Onorari, ma con le mani all'interno delle funzioni inquirenti e requirenti, che inevitabilmente (anche se in buona fede) si servono delle loro conoscenze ed influenze per i loro ricavi personali e di quelli dei colleghi, che si scambiano vicendevolmente nei rapporti tra colleghi. La presenza di un tale conflitto d'interessi è troppo rischioso e pericoloso per il valore tutelato. E pertanto non può coesistere e dev'esserne eliminata ogni correlazione, creata la totale indipendenza ai sensi di legge!
52. SOLUZIONE: DEV'ESSERE CHIARAMENTE DELIMITATA LA SPECIFICA FUNZIONE AD UN UNICO INCARICO, IL PROFESSIONISTA DOVENDO DECIDERE SE FARE IL GIUDICE O L'AVVOCATO; E PREVEDENDO EFFICACI LIMITI DI TEMPO PER IL RITORNO ALLA PROFESSIONE DI AVVOCATO, DALLA VOLONTARIA DISMISSIONE DA GIUDICE ONORARIO.

Riguardo all'Ordine di Alba, di Cuneo
e loro responsabili.
53. Si lamentano i segnalanti, di non aver mai ricevuto alcuna risposta agli scritti come da legge 241/90 di cui agli allegati 1 e 2.
54. Inoltre il comportamento adottato dall'organo disciplinare di Alba sarebbe anche scorretto ed ingiusto, perchè privativo dei diritti dei segnalanti che vengono sempre trattati nei procedimenti, di cui sono diretti intestatari, quali terzi e non come diretti interessati.
55. I comportamenti omissivi tenuti dalla dirigenza degli Ordini non ci sembra da sottovalutare se si pensa che è emesso da un Organo paragonato ex lege a quelli istituzionali della pubblica amministrazione, e che è preposto a vigilare sulla correttezza dei suoi sottoposti e far rispettare Leggi e Codice Deontologico. Che per primi non rispetterebbero loro.
56. Tali enti, non rispondendo all'accesso atti, non hanno rispettato la legge 241/90, le procedure di accertamenti disciplinari, la correttezza, equilibrio, imparzialità e trasparenza dovuta ex lege dalla P.A.: avrebbero adottato insufficiente e superficiale esame dei fatti accettando solo le generiche affermazioni di discolpa dei loro iscritti, avrebbero calpestato i diritti dei denuncianti, la correttezza deontologica e morale dei componenti dell'Ordine, l'indipendenza, imparzialità e trasparenza e probità professionale.
57. Inoltre la negazione al diritto tempestivo di conoscerne una risposta, poi riconosciuta dal Tar Piemonte nella sentenza di rg. 910/12, prima sezione, Presidente dr. Balucani, ha impedito una tempestiva e corretta difesa avverso le cause in corso, portandole a totale fallimento nonostante i fatti e le prove documentali a totale favore dei denuncianti ex lege.
58. Gli avvocati difensori Bonaudi, Stroppiana, Dotta, Ferrero, non avrebbero attuato una difesa adeguata (non difendendo gli interessi del loro cliente), non contrastando le illegalità di controparte in giudizio, non facendo presente al Gdp l'illegalità della versione della controparte, e a seguito di ciò DOVEVANO INSERIRE IN CAUSA LA NULLITA' (POSSIBILE IN OGNI MOMENTO) di cui all'art. 15 comma 7 del DM 37/2008 per la mancanza d'iscrizione alla Camera di Commercio. Come da punti 9 e 10. E la mancanza del certificato di conformità art. 7 cui al DM stesso.
59. Tali difensori avrebbero dovuto opporsi alle illecite pretese avversarie, richiedendo la dimostrazione dell'avvenuto ordine telefonico, a cui non basta quale prova, la sola affermazione verbale della ditta che ha emesso la fattura...che il cliente avrebbe ordinato la merce per telefono! Ma è obbligatoria la prova SCRITTA come da Codice del Consumo “per i contratti a distanza” art. 52 c.2 n. 3 informazioni al consumatore ed inequivocabile vendita al cliente e art. 53 conferma scritta delle informazioni; oppure se considerata vendita “fuori dai locali commerciali” come da art. 47 informazione sul diritto di recesso, art. 52 informazioni per il consumatore, art. 53 conferma scritta delle informazioni, art. 57 fornitura non richiesta....
60. Alla tempestiva richiesta di aiuto e di allarme dei sigg. B., l'Ordine di Alba avrebbe dovuto immediatamente intervenire e attivarsi direttamente a sostituire le mancanze dei suoi iscritti (in quanto competenti -art. 12 Deont.-, come vedremo anche dal cap. 63 sull'avv. Coppa), che stavano provocando o rischiavano di provocare danni ai clienti, e poi vigilando sulla corretta ed effettiva esecuzione degli adempimenti effettuati da questi nuovi difensori, eventualmente anche nominati direttamente da loro, al fine di seguire e porre rimedio direttamente alle anomalie dei primi difensori (delega ai nuovi difensori, naturalmente con accettazione dei sigg.ri B. che non si sarebbero sicuramente opposti!!!).
61. Ma anche se tardivamente, l'Ordine avrebbe dovuto fermare ingiustizia e illegalità come da punti 9, 10, 58, 59. E far presente l'art. 8 del DM circa gli obblighi del committente agenzia investigativa di Agnese Vanni che si deve avvalere di personale tecnico a norma di legge (i clienti conoscendolo solo alla fine del suo incarico di mandato e dopo averlo pagato a saldo, quale lestofante per i suoi raggiri, per le false, omesse ed ingannevoli affermazioni anche quale teste davanti al Giudice in rg. 341/07 v. verbale (doc. 11) come denunciato in rg. 618/10 Gdp  Alba, ex 1000-12 Gdp di Brà (doc. 26). Investigatore conosciuto per specifica raccomandazione del maresciallo Antonino Crucitti, allora responsabile della procura di Alba dei Carabinieri (che verosimilmente si sarebbe fatto pagare la tangente come riferito dallo stesso Agnese, e poi provando a chiederne un'integrazione anche alla Presidente Carrera, tentando di farsi comprare le nuove gomme della jep).
Nonostante le accuse penali nei procedimenti civili, nessun magistrato (Gdp) che è venuto a conoscenza di tali presunti reati, è mai intervenuto oppure ha mai segnalato nulla agli uffici di competenza.
62. Se indicate dai B., le segnalazioni e denunce di illeciti, di truffe, imbrogli, falsi, inadempimenti, non riuscirebbero ad andare avanti (come le denunce di altre persone contro la stessa parentela), né ad emergere adeguatamente contro la ditta Selavio e l'investigatore Agnese (già collaboratore di Fresia, del parente Drocco&c. tramite il Giudice Caprioli-ora deceduto, ma continua nella tradizione il figlio avvocato la cui madre abita a S.Benedetto Belbo). Denunce osteggiate da varie Autorità di turno, lì collocate dalle parentele e amici degli amici con conflitti d'interesse nei vari uffici pubblici (v. cap. 36 e seguenti); e per intervenire in Tribunale non riusciamo a trovare avvocato 'indipendente' oppure che non rischi la carriera e il suo privato, subendo ritorsioni e vendette, che intenda rappresentarci contro tali poteri e contro suoi colleghi. In più con gratuito patrocinio (che rimborsa solo le spese), è proprio impossibile! Avvocato che si ponga contro suoi stessi colleghi per far emergere la verità, perseguire le illegalità, eliminare soggetti pericolosi e dannosi per l'Italiana società, poiché questi ricoprono alte ed influenti cariche in tutti gli uffici pubblici di comando e, in caso di 'attacco', si attiverebbero, coprirebbero e si spalleggerebbero a vicenda, compatti in formazione reticolare, proprio come le associazioni a delinquere. Come infatti avremmo trovate tracce di verosimili collegamenti con alcuni nominativi riconosciuti sulla fattura della ditta Selavio (doc. 27).
63. I sigg.ri B. nel tribunale di Alba, nella sede dell'Ordine, ad inizio 2009, hanno conosciuto e parlato con la consigliera avv. Patrizia Coppa, che li ha immediatamente fatti spostare nel suo studio privato, dichiarando loro di poterli aiutare nella specifica questione solo nel suo studio privatamente (Deont. accaparramento di clientela???), per capire cosa poter fare nella causa ancora in corso e come poter giudizialmente inserire gli essenziali elementi di prove come la mancanza del certificato di conformità, come il documento con la data di fine contratto di mandato con l'investigatore Agnese (alleg. 28), posteriore alla fattura della ditta;  come la mancanza d'iscrizione alla Camera di Commercio. (doc. all. 6 e 7)
La consigliera non è intervenuta in alcun modo nelle sue funzioni istituzionali pubbliche di vigilanza, e neanche privatamente: quando ha sentito il nome del collega Bonaudi, contro cui avrebbe dovuto elencare le sue mancanze in causa, la Consigliera è sbiancata, sembrava spaventata, ha concluso veloce l'incontro con i clienti, ma non prima di accanirsi a pretenderne insistentemente e riscuoterne la parcella, nonostante il suo inutile perchè troncato intervento (doc. 32).
64. All'Ordine di Alba è stato richiesto di entrare in possesso della documentazione in mano all'avv. Bonaudi che non la riconsegnava ai clienti: già solo tale anomalia, doveva attivare un'attenta vigilanza in merito. È stato spiegato all'Ordine che la richiesta di tale documentazione era relativa a causa in corso con mancanza/inadeguata difesa dell'avv. Bonaudi, e che non ha presentato in giudizio documenti rilevanti, che nulla sapeva delle leggi in materia di impianti elettrici, e ammetteva ciò davanti ai clienti, però assumeva l'incarico e ne riscuoteva la parcella (doc. 10, 48 e segg.). Nè si è mai informato delle leggi in materia, come dimostrano le gravi omissioni in atti 341/07. v. cap. Bonaudi.
65. L'Ordine di Alba si è limitato a richiedere al suo iscritto di depositare i documenti non consegnati al cliente. Nonostante le richieste dei sigg. B., nel merito nulla ha approfondito su cosa stava succedendo in questa causa e al loro iscritto, dopo quanto raccontato dai denuncianti. L'Ordine stesso avrebbe dovuto attivarsi e leggersi attentamente gli atti di causa, analizzandoli dal fascicolo 341/07 del Gdp, poiché gli atti depositati dall'avv. Bonaudi all'Ordine di Alba, erano talmente disordinati ed incompleti, da non riuscire a capirci nulla.
66. Anche l'Ordine di Cuneo non è intervenuto in alcun modo (doc. 2), né nel rispondere alle segnalazioni, né a controllare gli inadempimenti dei suoi iscritti, né a tutela dei diritti e interessi del cittadino, né a tutela della Difesa Sociale v. cap. 78. Nulla si sa di quanto ivi domandato, né se l'Ordine abbia adempiuto ai suoi doveri e relative segnalazioni e avviato i procedimenti.
67. Questi comportamenti omissivi dei responsabili degli Ordini denoterebbero un evidente e insopportabile conflitto d'interesse, che condurrebbe a non valutare oggettivamente e poi a non perseguire i suoi iscritti per gli illeciti ed inadempimenti commessi. Non hanno analizzato le cause giudiziali indicate (non se ne trova traccia nelle procedure consegnate) e non hanno attivato alcun intervento diretto a tutela dei diritti nelle cause in corso, come richiesto dai segnalanti. E per abituale modus operandi (...sembrerebbero valutare solo il nome del professionista o dello studio a cui appartiene...Vercellotti...da non toccare, a prescindere dalle reali capacità ed effettive azioni) e da troppe proteste riferite alla Provitem, questo caso sarebbe tutt'altro che l'unico: comportamento dannosissimo per la comunità onesta e normale e per questo Stato.
68. Tali conflitti d'interesse si evidenziano tra le cariche dell'Ordine stesso, e nelle attività politiche e territoriali: ad esempio l'avv. A. Ferrero è radicato in cariche dirigenziali nel suo Ordine di Cuneo, ha ricevuto molte segnalazioni e proteste di suoi clienti contro di lui, e quelle iscritte negli uffici, non avrebbero mai avuto seguito; e come per l'avv. Dotta, le sue capacità e azioni si avvalerebbero solo dell'ombra, influenza e visibilità del nome dello studio Vercellotti presso cui sono radicati. Ad esempio l'avv. Bernardino Bonaudi ex Consigliere, risulta il padre dell'avv. Luisa Bonaudi consigliera dell'Ordine Alba (e moglie dell'avv. Brovida...molto attivo anche nel comune di Alba – che ha sostituito l'avv. Sandri e Stroppiana); il papà ha affermato ai suoi clienti, con tanto di gesto della mano, come se gli bruciasse, nel suo studio di Alba, che “mi fanno ancora male le dita per quanto ho dovuto pagare per sistemare lì mia figlia”. Testimone oculare ed uditivo la Presidente Carrera Alessandra.
69. Come confermato dalle recenti leggi di drastica separazione tra Ordine e Consiglio di disciplina, Non basta che gli stessi Consiglieri si esentino dalla specifica procedura e decisione...le influenze e i rapporti tra colleghi, compreso il rapporto di sudditanza, continuano anche all'infuori della specifica procedura disciplinare. Ad es. l'avv. Stroppiana era nella dirigenza del Comune di Alba, settore edilizia (come l'avv. G. Sandri con cui si scambierebbero favori) e casualmente, il fratello titolare della ditta edile e di calcestruzzi Stroppiana vincerebbe sempre i grossi appalti per lo stesso comune. Ora i favori e gli scambi non sarebbero affatto variati in quanto, il loro posto è stato sostituito dal marito dell'avv. Luisa Bonaudi, l'avv. Brovida. E tutti abitano in Alba e dintorni, oppure hanno importanti rapporti e interessi, anche politici, con la città di Alba, una piccola cittadina-paesello di provincia, come Cuneo, dove in pratica tutti si conoscono e sono imparentati. E come in tutta Italia, gli incarichi pubblici non vengono occupati per meriti e capacità, ma per raccomandazioni e parentele. Come ad esempio l'avv. Ripa di Meana nipote dell'avv. Agnese, collaboratore e parente dell'avv. Bonaudi, parente di primi gradi dell'avv. Marcello Drocco che condivideva lo stesso studio di via Belli, all'epoca del conferimento dell'incarico, da parte di Bianchini, all'avv. Ripa di Meana. Alla precisa domanda dei suoi clienti, l'avv. Ripa ha negato di essere parente dell'avv. Drocco, suo collega di studio, poi scoperto suo cugino, quindi anche cugino di Drocco Isidoro, controparte in causa dei Bianchini, clienti dell'avv. Ripa, che lui avrebbe dovuto difendere, invece di mentire sul suo conflitto d'interessi per la parentela. Infatti ha accettato mai tanti rinvii di anni, che le cause sono state chiuse per prescrizione nella causa penale per lesioni fisiche e altri reati a danno della sig.ra B. da parte dell'imputato Drocco Isidoro a seguito di vendetta e punizione della parentela, per immobilizzarli col terrore affinchè non continuassero a scoprire e denunciare i gravi illeciti sull'immobile dove già i B. abitavano in S.Benedetto Belbo (Cn) che dovevano acquistare dal proprietario Fresia Renato, nonché cugino dell'imputato, costruttore edile, geometra progettista, direttore dei lavori, che si è richiesto e rilasciato i permessi edili a se stesso (oggetto della seconda richiesta d'intervento all'Ordine Alba come da all. 1) poiché è anche sindaco e cugino di primo grado dell'unico impiegato del Comune, responsabile tecnico dello Sportello Unico dell'Edilizia (TU 380/2001) sig. Fresia Marco. Lesioni subite dal cugino Drocco per punire e far star zitti i B. che hanno scoperto i gravi illeciti all'immobile che dovevano acquistare e che in parte hanno già pagato con anticipi per totali € 44mila.
L'imputato cugino Drocco Isidoro condannato in primo grado per lesioni personali, minacce, ingiurie, ma pena conclusa per decorrenza dei termini a causa dei continui rinvii concordati e accettati dall'avv. Ripa di Meana, così favorendo la controparte suo parente. Oltre ad aver danneggiato in abbondanza i suoi clienti, in altre cause civili e penali, prima che lo licenziassero per disperazione, nonostante gli onorari pagati e senza fattura.
70. Sarà una casualità che il marito della sorella (di Bossolasco-Cn) di Drocco Isidoro, cugino del geom. Fresia Renato ora ex sindaco, sia veterinario Asl e per verosimile minaccia e vendetta contro la famiglia B., siano stati avvelenati dentro casa e nel giardino recintato, tutti i loro 15 animali (2 cani terranova e i gatti), vicini di casa di Drocco Isidoro; con mix di sostanze e anestetici di diversi tipi, somministrate con molta cattiveria se non anche pazzia, ma con grande padronanza di uso e dosi, utilizzati in vari modi, ma costante e lento, a danno di animali e proprietari, mescolati nelle medicine ed alimenti...si sono verificati strani episodi, con effetti biologici e patologici vari, cui diverse denunce, naturalmente sempre archiviate dalle stesse autorità-parenti in Procura e in Tribunale, verosimilmente per conflitto d'interessi, tutelando gli interessi privati della parentela. Sarà che il veterinario possa aver fornito pericolose sostanze chimiche e particolareggiate delicate informazioni sul loro uso al cognato Isidoro (verosimilmente debole di mente), vicino di casa dei B. e della strage di animali.
71. Sarà una casualità che il PM Laura Deodato di Alba (ora Asti), figlia del Giudice in Cassazione a Roma, sia anche la moglie dell'avv. Marcello Drocco del foro di Alba poi trasformatosi in notaio dopo le segnalazioni e denunce dal 2009 (v. punto 41 e seguenti). Come i Drocco, geom. Franco, ex Presidente dell'Ordine dei geometri di Cuneo (dove è iscritto il geom. e sindaco Fresia Renato che non viene mai perseguito) e Drocco ex Presidente all'Ordine Architetti di Cuneo. A seguito delle quali 'influenze' e 'pressioni' riuscirebbero ad apparire nel 2016 a S.Benedetto Belbo, documenti timbrati originali (per cui pende causa di querela di falso sul certificato di agibilità, con rg. 3661/16 al Tribunale di Asti con prossima udienza a febbraio 2017) su carta linda ed intoccata come appena stampata, documenti che nella teoria sarebbero stati emessi venti anni prima, ma che non sono mai stati consegnati prima nonostante le ripetute richieste degli interessati B., come da legge 241/90, e si sono richiesti i danni nelle cause dal Gdp di Brà rg.1004/12, 106/13.
72. Sarà una casualità che quando la Presidenza del Consiglio di Disciplina dell'Ordine Geometri di Cuneo è diretta dal geom. Franco Drocco, parentela come sopra spiegata ai punti 69 e seguenti, riuscirebbe a essere eletto nel 2014, il consigliere Dalmasso Emilio, non presente nelle liste consegnate dal Presidente del Tribunale come da Dpr 137/7.8.2012 art. 8 c.3.
73. Sarà una casualità che l'ex Presidente dell'Ordine Avvocati di Alba, avv. Bongioanni sia parente e collaboratore con la famiglia Fresia, di cui suo collaboratore in studio avv. Gianluca Fresia (e sistemato in politica...ora come sindaco di Cravanzana) risulta parente con il sig. Fontana-Fresia, direttore e responsabile dell'associazione consumatori di Alba (doc.  37) a cui si sono rivolti i sigg. B., previo dirottamento della segretaria dell'Ordine Avvocati di Alba. Associazione sostenuta ed aperta con il totale supporto e benestare dell'avv. Bongioanni. Come da nostra personale esperienza e da molte altre segnalazioni che lo confermano, tale associazione sarebbe stata fondata per inviare gli utenti ai suoi avvocati di riferimento, principalmente avv. G. Fresia e Cristina Gallo di Alba. La Provitem ha raccolto molti disgusti dai cittadini, come è successo anche per i sigg. B.: il direttore Fontana ha fatto la tessera (doc.  37) e poi subito inviato i clienti privatamente all'avv. Gallo, dicendo che lui non se ne intendeva. Quindi qual'è la differenza di scegliere un avvocato privatamente, non indicato dall'associazione Consumatori di Alba????
74. Anche il comportamento tecnico dell'avv. Cristina Gallo sarebbe risultato molto anomalo, fino alla mancanza di professionalità e con indecenza di costumi e vestiti come già segnalata in Tribunale penale di Alba... tutto immediatamente archiviato. L'avvocata ha telefonato alla controparte avv. Corrado “per sapere come stanno le cose”, così ha detto ai clienti, provocando sgomento dei clienti B., convinti che ciò non sia corretto in quanto l'opinione del difensore debba formarsi a seguito della versione del suo cliente, un'attenta lettura dei documenti forniti dai clienti, ed eventualmente di quelli già in tribunale e poi tutelare gli interessi del proprio cliente; ma non di sicuro avvalersi della versione dell'avvocato di controparte, che non ha interesse a difendere gli interessi della sua parte avversa. Sentito il nome dell'avv. Bonaudi, l'avv. Gallo ha cominciato ad attribuire diverse colpe ai clienti (stesse parole suggeritele dall'avv. Corrado, perchè già sentite dalla sua bocca) e poi chiudere il suo intervento. L'avv. Gallo non ha voluto portare in causa le nullità di cui ai punti 9, 10, 58, 59 come da visure della Camera di Commercio. Ma anzi, ha esortato i sigg. B. a pagare subito, come consigliatole dall'avv. Corrado; poi ha preteso la parcella nonostante non abbia accettato di intervenire in giudizio e sia intervenuta come avvocato dell'associazione (doc. 37). Infatti, prima dell'incontro con lei, la sig.ra B. ha specificato che avrebbe pagato l'avvocato solo se assumeva l'incarico. E il sig. Fontana li ha rassicurati sul fatto che comunque il primo colloquio è sempre gratuito, passando dall'associazione.
75. Purtroppo sembrerebbe che tale abituale e radicato sistema composto da favori, favoritismi, scambi, vendette, ricatti, scorrettezze, omertà e opacità, collegamenti reticolari, ecc... sia tutt'altro che limitato: le stesse parentele di soggetti (non tutti qui elencati) e loro discendenti, continuerebbero istruiti, indisturbati e raccomandati come prima, e sempre più raffinati nei comportamenti delittuosi, non corretti e pericolosi, (più veloci della reazione e forza di reagire della vittima che scelgono, poi studiano attentamente prima di colpire e quindi attaccano), infesterebbero le sedi e cariche pubbliche, e avendo danneggiato una marea di cittadini in zona Alba e Cuneo, ora sarebbero trasferiti nei territori di Asti, Alessandria, Torino e non solo.
76. Tali comportamenti di tutti gli avvocati intervenuti nelle cause della ditta Selavio, anche in qualità di G. Onorari, contrasterebbero col preteso dovere d'indipendenza art. 10 fino al 2014 e art. 9 del nuovo Codice perchè il sequestro presso terzi continua tutt'ora e ognuno di essi avrebbe dovuto in ogni tempo in cui sono venuti a conoscenza delle illegalità (dovere Deontologico di Difesa Sociale dell'Avvocato, v. cap. 78), troncare il ripetersi degli illeciti, che invece si verifica ancora oggi. E salvo responsabilità penali.
77. Una tale mancanza d'indipendenza professionale, così radicata e capillarmente diffusa e organizzata, farebbe pensare ad un vero e proprio legame di un'organizzazione, con tanto di regole e codici interni, di omissioni, e omissioni ingannevoli, come previsto all'art. 416 C.P., se non di omertà come da art. 416bis. Con l'aggravante n. 9 dell'art. 61, per le Autorità che si servirebbero e approfitterebbero delle loro funzioni.  Va tenuto conto inoltre, dell'esistenza di una grave piaga sociale soprattutto nel territorio provinciale: nessuno denuncia, ce lo hanno detto in diversi, confermato dai carabinieri stessi. Se non a noi e con promessa di anonimato totale. Ma neppure si può dar torto ai cittadini e testimoni, se le cose funzionano così e viene punito, danneggiato e torturato e stalkerizzato chi denuncia o segnala.
78. I comportamenti adottati dagli avvocati, anche in qualità di G. Onorari, risultano lesionare anche il primario e fondamentale dovere Deontologico dell'Avvocato, modernamente chiamato di Difesa Sociale nella legge 247/12 (ma principio di legge sempre esistito), che consiste nella vigilanza e prevenzione del rispetto delle Leggi come da Preambolo del 2007 “per i fini di giustizia” e art. 7 c. 2 “verso la collettività per la salvaguardia dei diritti dell'uomo nei confronti dello Stato e di ogni altro potere!!!!!!!!!”e poi legge 247/12 art. 2 comma 4 “l'Avvocato, nell'esercizio della sua attività, è soggetto alla Legge e alle regole deontologiche”; a tutela sia della collettività che della clientela (art. 1 c.2 legge 247), con riferimento alle normative di base nazionali ed internazionali (v. punto n. 30), all'art. 3 c. 2 e quindi non avendo “tenuto conto del rilievo sociale della difesa” e non “rispondendo alla tutela di un pubblico interesse al corretto esercizio della professione” comma 3; non osservando l'art. 8 riguardo al giuramento “e della sua funzione sociale...per i fini della Giustizia e a tutela dell'assistito”. Come da art. 1 c.3, art. 3 c.2, art. 9 c.1 e art. 10 della nuova Deontologia;
79. La vigilanza dell'ente Provitem Onlus si rende indispensabile in cotanto clima anomalo se non verosimilmente illecito ex lege, per la finalità di bene pubblico perseguita, di esclusiva solidarietà sociale, di statutaria tutela e difesa dei diritti fondamentali del cittadino, dell'efficiente e corretto funzionamento dello Stato e della P.A., dei servizi da questi forniti al cittadino, perseguendo il principio chiamato 'SALUTE SOCIALE' (come da Organizzazione Mondiale della Sanità) che non può che esplicarsi nel rispetto della legalità fino alla massima moralità, in quanto sono da amministrare sistemi a servizio dei cittadini e le Autorità sono preposte alla vigilanza del corretto funzionamento di tali servizi nonchè addetti direttamente alla tutela di diritti, che pare abbiano difettato e/o mancato di funzionamento loro proprio, di efficacia, efficienza e trasparenza, doveri fondamentali e pretesi ex lege. La Provitem vigila, segnala, interviene e punzona affinchè i servizi resi ai cittadini-consumatori soddisfino realisticamente le loro esigenze e non si verifichino abusi o utilizzi impropri da chi è preposto alla gestione dei servizi stessi.

Riguardo all'avv. Bernardino Bonaudi
80. Il Dovere di competenza dell'art. 12 Deont. contrasterebbe col suo comportamento: per la pratica di rg. 341/07 il legale dice ai clienti che di tale materia non ne conosce nulla; e solo a seguito di loro insistenze, chiede ai clienti di informarsi presso un apposito tecnico. Quale? Gli chiedono? “Non lo so, magari cercatelo su internet”. E quindi i clienti si sono interessati e hanno trovato tecnici (doc. 31), leggi e reati; ma ciò era compito e dovere dell'avvocato difensore. Come da punti 9, 10, 58, 59.
81. L'avv. Bonaudi avrebbe dovuto opporsi alle pretese di controparte, pretendendone la prova SCRITTA dell'avvenuto ordine, come da Codice del Consumo, come da punto 59. Come da rispetto delle normative indicate ai punti 9 e 10. E allegare il doc. di comodato cui all'all. 28 dove risulta la data di fine mandato dell'incarico all'investigatore, posteriore alla fattura Selavio e pertanto il pagamento doveva essere richiesto all'investigatore Agnese e non ai B., essendo compreso nel contratto di mandato con l'investigatore. Pertanto il difensore doveva chiamare il terzo in causa. V. punti 13,14,15,16.
82. Nelle memorie di replica di rg. 341/07, la ditta Selavio conferma che il sig. B. ha firmato la bolla di consegna per accettazione del materiale consegnatogli (per conto dell'investigatore. Per cui gli stessi soggetti conosciuti dai B. come ditta Selavio dopo il decreto ingiuntivo 341/07, hanno installato l'impianto elettrico eseguendo le direttive in loco dalla voce dell'investigatore solo poche settimane prima e presentatisi quali tecnici dell'investigatore e da lui conosciuti, chiamati, fatti lavorare), che non è la stessa cosa di ordinare merce 'telefonicamente', come sostenuto da controparte avv. Corrado, di cui invece non esiste alcuna prova ex lege (v. punto 59)! E il sig. Bianchini non ha mai firmato nessun tipo di documento o contratto o un'ordinazione ex lege art. 52 c. 2 Cod. Consumo “il cui scopo commerciale dev'essere inequivocabile”!
83. il difensore avrebbe gravemente mancato al suo obbligo di informazione art. 40 Deontol: ogni volta che il cliente ne ha fatto richiesta, egli ha sempre rinviato dicendo “non so” o addirittura negato ogni informazione, anche sull'andamento della causa. E al par. 2 per la comunicazione tempestiva al fine di evitare prescrizioni, decadenze o effetti pregiudizievoli alla parte, non esistono comunicazioni né verbali, tantomeno scritte. L'avvocato ha dismesso il mandato. Il cliente si è trovato estromesso, da un giorno all'altro, dal suo diritto di difesa giudiziale: il legale non ha depositato in cancelleria prima dell'udienza testi, la lista dei testi con la loro notifica, che non ha nemmeno notificata ai testi, v. punto successivo.
84. Art. 47 “rinuncia al mandato” e art. 85 cpc.: a seguito della denuncia all'Ordine, l'avvocato dismette il mandato a marzo 2009 (doc. 10), ma non si preoccupa minimamente di difendere gli interessi del cliente, in attesa dell'intervento del nuovo difensore. Interrompe all'istante ogni attività difensiva e non si presenta più in udienza; non consegna ai clienti alcun documento nè alcuna spiegazione sullo stato e proseguimento della causa, sulle decadenze. Nell'unica sua comunicazione, seppure totalmente generica e pertanto insufficiente a tutelare gli interessi e decadenze della causa del cliente, finalmente si riesce a sapere almeno il luogo della causa “presso il Gdp di Alba” (v. cap. 83). Nella troppo generica lettera di dimissione, non indica le notifiche dei testi ancora da effettuare, e non indica la data di decadenza della prossima udienza del 25.05.2009 fissata per escussione dei testi favorevoli ammessi. Neppure adempie lui stesso: non fornisce e non presenta la lista testi degli attori, provocando all'udienza successiva alle sue dimissioni, la decadenza dei testi favorevoli, da lui stesso richiesti in atti a difesa degli interessi del cliente.
Nel tempo di capire e sanare tutte queste difficoltà, incompletezze, inadempimenti, v. punto 86 e 87, i B. non hanno avuto tempo sufficiente per arrivare a capo di tutta la vicenda, averne conoscenza giuridica e capirne i relativi tecnicismi, anche per trovare un sostituto difensore per l'udienza di maggio e potergli spiegare a loro volta lo stato della causa nei particolari. E l'avv. Bonaudi li ha abbandonati a se stessi, rendendosi irreperibile.
Lasciando scadere i termini per la citazione testi, senza avvisare i clienti di tale decadenza (v. punti precedenti), avrebbe anche privato il suo cliente della essenziale difesa in giudizio rg. 341/07, in quanto la Gdp non ha voluto sentir ragioni per riammettere i testi, nemmeno per causa non imputabile alla parte, cioè per inadempimento del difensore dismettente. Almeno così ha riferito il difensore successivo avv. Dotta di Cuneo, e come da verbale di udienza 16.09.2009 (doc. 11). Invece opposto comportamento adotterà la Gdp in altra causa, v. cap.143.
Poiché tale causa doveva avere esito favorevole per l'avv. G.Sandri, seppure non rispettando la procedura. Ma in questo caso la G.d.P. Lovisolo doveva favorire e far vincere l'avv. Sandri!
85. art. 38 “il mancato, ritardato o negligente compimento di atti inerenti al mandato quando derivi da non scusabile e rilevante trascuratezza degli interessi della parte assistita” potrebbe ascriversi al comportamento di cui al punto precedente e successivo.
86. art. 36 “difendere gli interessi della parte assistita nel miglior modo possibile... nell'osservanza della legge...” il legale non ha indicato in causa documenti essenziali (doc. 6, 7, 28, 31), e soprattutto non ha opposto la mancanza dei corretti ed obbligatori adempimenti delle normative vigenti come da punti 9,10, 59, 61, 81, 82.
87. art. 42 restituzione di documenti “l'avvocato è in ogni caso obbligato a restituire i doc...ricevuti, quando il cliente ne faccia richiesta” che non ha mai restituito, tanto che è dovuto intervenire l'Ordine Avvocati. (Doc. 5).
I clienti hanno richiesto i documenti di causa a gennaio 2009. Il difensore Bonaudi dice di averli consegnati solo in giugno, tramite l'Ordine di Alba. Ma ne ha consegnati solo alcuni (doc. 10) secondo i quali nessuno (né il cliente né i futuri difensori) è riuscito a capire nulla né sullo stato della causa né sull'attività già avvenuta, né su quella futura. Neppure è stato possibile visionare il fascicolo in quanto era trattenuto dal Gdp che si era riservato di decidere sulla provvisoria esecuzione.
88. il dovere di diligenza preteso dall'art. 8 contrasterebbe con le spiegazioni incomplete fornite ai clienti, inoltre con la consegna dei documenti solo tramite l'Ordine. L'elenco dei documenti sono copiate come sono state consegnate dal difensore (doc. 10): in modo disordinato e incompleto, tanto che per capirci qualcosa i clienti hanno dovuto richiedere tutte le copie in tribunale e visionarne il fascicolo, che in quel periodo era in riserva dal Gdp per concedere la provvisoria esecuzione, un momento determinante a cui era utile un intervento difensivo tempestivo, che non è avvenuto, pertanto si è aggiunta un'ulteriore difficoltà e lesione alla difesa dei Bianchini.
89. Come da all. 8b ultima pagina, le memorie avversarie sono state ritirate dalla parte personalmente in data 10.03.2009, pertanto l'avv. Bonaudi, che ha inviato lettera di sue dimissioni in data 09.03.2009, non si è interessato di ritirarle, né di indicare lo stato di evoluzione della causa e dei prossimi adempimenti.
90. l'Art. 7 –Dovere di fedeltà non sembra essere stato rispettato dal difensore sia nel primo che nel secondo comma, nei diritti fondamentali come da punto n. 30, nei doveri verso la collettività, nell'interesse pubblico come da Preambolo, chiamato Difesa Sociale nel nuovo Codice Deontologico, come da punto 78. Rispetto delle Leggi, qui lesi v. punti 9, 10, 59, come l'interesse di parte del cliente leso, beffato e danneggiato.
91. Le mancanze sopra esposte presupporrebbero la sussistenza del reato cui all'art. 380 C.Pen. “Il patrocinatore che rendendosi infedele ai suoi doveri professionali, arreca nocumento agli interessi della parte da lui difesa, assistita o rappresentata dinanzi all'autorità giudiziaria, è punito con la reclusione da 1 a 3 anni... La pena è aumentata: 1) se il colpevole ha commesso il fatto, colludendo con la parte avversaria”. Situazione come già presentata anche a Cuneo, in atto di citazione rg. 1420/11 dr. Gatti, v. all. n. 14.
E dei reati come da paragrafo 109.

Riguardo all'avv. Silvano Stroppiana
92.   L'avv. Stroppiana interviene dal G. Esecuzione di Alba, a seguito di sentenza provvisoria in rg. 341/07 del Gdp di Alba: i clienti gli chiedono insistentemente di far presente le illegalità come da punto 9 e 59, ma soprattutto la nullità di ogni azione o atto (quindi anche l'atto di esecuzione) come da punto 10. Si è registrata la discussione, poiché l'avvocato visto con atteggiamento prepotente, strafottente e arrogante, dicendo di offendersi lui, esprimendo uno strano concetto... “perchè non ho nulla da apprendere dai clienti, perchè l'avvocato sono io e so solo io quello che va fatto (si è visto!) e non faccio quello che mi dicono i clienti, ...perchè me lo dicono loro”. In ogni caso, a parte cosa dicono i clienti, seppure il difensore, entro le leggi, debba fare quello che gli chiedono dopo l'accettazione del mandato... ma lo stesso difensore che non intende ascoltare i clienti, deve comunque sapere, controllare ed accertarsi delle leggi specifiche riguardo al mandato che esegue!!!!!!! Così tutelando il cliente ed i suoi interessi. Viceversa inadempiendo ai doveri deontologici, come hanno già fatto prima di lui, i suoi colleghi!!!!!!
93. All'udienza del 01.04.2009 interviene quale difensore (doc. 29) dal G.E in rg. 19/09 (sua scrittura olografa). Mai menziona le fondamentali nullità di legge come da punto 10, né fa interrompere la procedura esecutiva per tale nullità, né chiede un rinvio al fine di poter opporsi in giusta sede dove eccepire la nullità nella causa principale civile ancora in svolgimento dal Gdp rg.341/07. Tali gravissime omissioni in verbale sono inscusabili e creano un danno irrecuperabile al cliente e alla Comunità (Difesa Sociale come da punti 78, 90). Ripetendo gli illeciti compiuti dagli altri suoi colleghi avvocati, fino a ipotizzarsi la collusione con l'avversario, v. punti 91 e 77. E delle responsabilità penali come da paragrafo 109, 29 seguenti.
94. Le leggi civile (art. 1176 c.2 CC.) e penale (art. 380 C.Pen. e segg.) impongono il dovere di competenza dell'Avvocato durante la sua professione; e la Deontologia professionale ne impone la competenza ex art. 12, se si accetta l'incarico (adeguata conoscenza delle leggi generali e specifiche), oltre che attuare la Difesa Sociale (v. punto 78): dovere di dire la verità, di rispettare le leggi vigenti e di nulla omettere in giudizio; oltre che difendere i personali interessi del cliente.
95. Si sono trovate irregolarità anche nelle parcelle, e confrontate con quelle del collega Bonaudi: per immobile di abitazione di cui alla seconda segnalazione all'Ordine di Alba (all. 1) in cui questo difensore fa strampalate e contraddittorie affermazioni, come dichiarare che i B. hanno pagato solo una parte delle sue parcelle (considera l'importo Iva come non pagato), a differenza delle ricevute che ne dimostrano il contrario (€ 1.482,94 invece di € 1.800); e poi ammette di non aver ricevuto alcun mandato dai B. (in rg. 141/11 Gdp Alba, pag. 5, riga 3), ma poi ne pretende la parcella per lo specifico mandato invece conferito dai B. solo all'avv. Bonaudi; rivela alla parte avversa segreti professionali d'ufficio e intenzioni del cliente discusse in privata sede, che nemmeno servono a tutelare gli interessi del suo cliente, ma solo a danneggiarlo (nel verbale di conciliazione, pag. 3 n. 6 “i  B. intendono richiedere al sig. Fresia Renato la restituzione delle somme versate in acconto per l'acquisto dell'immobile ed il risarcimento dei danni da responsabilità precontrattuale); ecc... Un tale comportamento contrasterebbe con i doveri ex art. 5 “probità, dignità, decoro”, art. 6 “lealtà e correttezza”, art. “di fedeltà”, art. 8 “diligenza”, art. 9 “segretezza e riservatezza” V. cap. 91. Argomento che si specificherà meglio prossimamente, nella spiegazione e segnalazione sull'immobile di cui all'alleg.1.
96. Questo avvocato interviene nel 2008 anche nella perizia di accesso atti, per l'immobile di S.benedetto Belbo (v. punto 71) come da fattura pagata (alleg. 33 pag. 5 in rg 141/11 Gdp Alba), per controllare le falsità sull'agibilità dell'immobile di residenza già abitato dai sigg. B., che intendevano acquistare.  Per cui, all'udienza del 04.02.2017 al Tribunale di Asti, pende querela di falso per illeciti ed imbrogli sull'Agibilità, scoperti a seguito delle continuate verifiche ed insistenze dei B., impedite ed omesse anche dall'avv. Stroppiana.
Si fa notare che tale appuntamento a S.Benedetto Belbo è stato fissato previo accordo col Comune, a seguito di istanza di accesso atti ex lege. E che i due, avv. Stroppiana e tecnico Aguzzi si confidavano amabilmente di possedere parentele comuni in incarichi pubblici di Alba: a seguito di questa notizia l'avv. Stroppiana prima deciso ed energico, poi s'immobilizza e non interviene, né insiste, nè s'interessa di verificare gli illeciti. Il tecnico Aguzzi non consegna né permette la visione dei documenti, se non quelli che lui estrae personalmente dalla cartellina (progetti e disegni non conformi), seppure ha davanti tutto il fascicolo edilizio. L'avv. Stroppiana interrompe la perizia e se ne va, dicendo ai clienti “ora basta così” e abbandonandoli.

Riguardo agli avv. Corrado e Gastaldi
97. Preambolo Cod. Deontol. Forense 1997 e segg.: i difensori della ditta Selavio non possono non conoscere le leggi e non avere controllato che il loro cliente non possiede alcuna iscrizione alla Camera di Commercio per poter vendere ed installare impianti elettrici come da DM 37/08 (legge imperativa 46/90 e segg.) v. punto 9 e all. 26 teste Quaglia. Non possono non sapere che a seguito di tale installazione, la ditta doveva emettere il certificato di conformità ex lege, oltre ad aver correttamente adempiuto ad altri obblighi, come da Codice del Consumo e DM 37/2008. V. punti 9, 10, 58, 59, e 100, 101.
98.   Art. 49 “plurime iniziative giudiziali che aggravano la situazione debitoria di controparte, se non corrispondono ad effettive ragioni di tutela della parte assistita”. Non solo le avvocate hanno attivato il decreto ingiuntivo su prove e presupposti non conformi alle Leggi, ma hanno continuato ad infierire chiedendo la provvisoria esecuzione, attivando l'esecuzione coatta, nonostante persino informate da controparte riguardo alle illegalità dei loro clienti, come in citazione cui rg. 1420/11 Gdp Cuneo (doc. 14). Nel sequestro presso terzi, presso la pensione minima del sig. Bianchini che continua tutt'ora, le avvocate hanno compreso anche le spese dei loro interventi giudiziali, così confermando ancora una volta, la volontarietà delle loro azioni.
99. Art. 48 minaccia di azioni a controparte sono scorrette se esse sono vessatorie. In conseguenza dell'omissivo e negato dovere di verità cui all'art. 14 Deont., e ben consapevoli degli illeciti del loro cliente come da punti 9,10,59,100,101, le avvocate avrebbero approfittato delle omissioni e mancanze dei difensori di controparte, o anche della collusione con la parte avversaria, dell'impossibilità di dire la verità in giudizio da parte dei sigg.ri Bianchini  personalmente, i quali sono sempre stati zittiti dai loro difensori e dalla Gdp (v. punto 112) che ha rifiutato ogni loro parola,  ripetuta in continuazione: che la causa non può continuare su illeciti di Leggi, che secondo le leggi (DM) nulla è dovuto e nulla può essere preteso dalla ditta Selavio. v. punto 10.
100. Nel Codice del Consumo per vessatorio (riferito alle clausole) s'intende “abusivo” precisando all'art. 33 c.2. ...se hanno...effetto, di: a) escludere...la responsabilità del professionista in caso di...danno al consumatore, risultante da...un'omissione del professionista; (che ha nascosto le sue illegalità di legge come da punto 9) b) escludere...azioni o i diritti del consumatore nei confronti del professionista o di un'altra parte in caso di inadempimento totale...da parte del professionista. Sulla definizione di abusivo = fatto senza averne il diritto, con illegalità, non vi è dubbio.
101. Nel Codice del Consumo per omissioni ingannevoli s'intende all'art. 22 “informazioni rilevanti...per prendere una decisione consapevole di natura commerciale... che non avrebbe altrimenti preso” e “professionista (che) occulta o presenta in modo oscuro, incomprensibile, ambiguo...le informazioni rilevanti di cui al comma 1...o non indica l'intento commerciale della pratica stessa... e ciò induce il consumatore medio ad assumere una decisione di natura commerciale che non avrebbe altrimenti preso”. Le avvocate nulla si sono accertate sulla regolarità e presenza delle adeguate informazioni scritte come da Cod. Consumo, finalizzate alla vendita ed installazione dell'impianto elettrico, prima di iniziare procedure giudiziali. Salvo responsabilità penali come da cap. 109.
102. In conseguenza dei principi cui agli artt. 3 e 6 (lealtà, correttezza, malafede, colpa grave) Deont., il dolo volontario e reiterato dei legali pare sicuro. Non solo non avrebbero volontariamente rispettato gli obblighi ed i principi fondamentali professionali di cui ai punti precedenti, ma hanno continuato ad occultare le loro iniziali colpe durante tutte le varie procedure giudiziali, continuando a mandarle avanti nonostante la conoscenza degli illeciti, e attivando altre procedure (esecutive). Il gravissimo dolo (Difesa Sociale lesa) avrebbe raggiunto il suo culmine nella causa dal Gdp di Cuneo con rg. 1420/11 in cui controparte chiede espressamente anche a loro, nell'atto di citazione (doc. 14), di bloccare le conseguenze dannose dovute agli illeciti dei loro clienti.
103. Per l'avv. Gastaldi, in conseguenza dell'art. 34 Deont. (sostituzione di collega) e come da art. 60 “in quanto valgono soprattutto i principi generali ”, il suo comportamento integrerebbe una sua personale e autonoma responsabilità, al pari della sua collega. Lesi soprattutto i doveri di rispetto delle Leggi del Preambolo, di verità, della tutela e Difesa sociale dell'Avvocato, oltre agli altri principi/obblighi dell'Avvocato di correttezza, probità, ecc. commessi anche dagli altri suoi colleghi.
104. Tali comportamenti ravviserebbero anche le responsabilità penali di cui all'art. 316 C.P. Peculato mediante profitto dell'errore altrui. E continuando a portare avanti procedure su procedure, al fine di occultare lo scoprirsi degli illeciti precedenti.
105. per l'autonomia del rapporto cui all'art. 36, “l'avvocato non deve suggerire atti illeciti, fraudolenti o colpiti da nullità”. E al par. 3 “l'avvocato deve rifiutare di prestare la propria attività quando dagli elementi conosciuti possa fondatamente desumere che essa sia finalizzata alla realizzazione di un'operazione illecita”
106. Le illegalità continuano tutt'ora, queste avvocate confermando e perpetrandoli da anni, CONTINUANDO A RISCUOTERE OGNI MESE dal 2009, l'incasso mensile del sequestro presso terzi-Inps alla pensione minima del sig. Bianchini, infischiandosene di una LEGGE IMPERATIVA SULLA SICUREZZA DEGLI IMPIANTI ELETTRICI ED ELETTRONICI, CHE IMPONE OGNI NULLITA' (vedi art. 8 comma 15 DM 37/2008).
107. Il sig. Agnese Vanni ha dichiarato più volte, sicuro, arrogante, strafottente: “ma noi facciamo sempre così, non è la prima volta...diamo tutto a quell'avvocato ...e ci pensano loro a sistemare tutto, a fare quel che c'è da fare” riferendosi allo studio Corrado di Alba. E al sistema di conflitti d'interesse, che sarebbe collaudato tra Giudice di pace (collega avvocato) e avvocati di accusa e di difesa, tra ditte-clienti, nella non-vigilanza, e omissioni dell'Ordine Avvocati di Alba e verosimilmente di altre Autorità nei tribunali. Si ritiene che tali comportamenti possano comprendersi nel reato di estorsione art. 629 C.p. a danno del cittadino.
108. Art. 56 rapporti con i terzi. “anche al di fuori dell'esercizio della professione... l'avvocato deve comportarsi, nei rapporti interpersonali, in modo da non compromettere la fiducia che i terzi debbono avere nella sua capacità...professionale e nella dignità di essa”. Come invece hanno compromesso le avvocate, non osservando le Leggi e il Cod. Deontologico. Poichè tale comportamento illegittimo come sopra indicato, è conosciuto nel territorio, oltre che dai Bianchini e dalla Provitem.
109. Tali comportamenti delle avvocate ravviserebbero anche le responsabilità penali di cui all'art. 379 C.P.  Favoreggiamento reale a favore dei loro clienti ditta Selavio che sarebbero responsabili del reato cui all'art. 348 abusivo esercizio di una professione “Chiunque abusivamente esercita una professione, per la quale è richiesta una speciale abilitazione dello Stato, è punito con la reclusione fino a 6 mesi o con la multa da €103 a 516” non essendo iscritti nei registri della Camera di Commercio e non avendo i requisiti di cui al DM 37/2008 e del Codice del Consumo.
Le avvocate non solo hanno portato avanti procedure civili in tribunale contro legge come già spiegato per i requisiti mancanti della ditta di cui al DM, ma sarebbero concorrenti nel presunto reato di truffa o più opportunamente reato di estorsione ai danni del sig. B.

Riguardo agli avv. Ferrero e Dotta
110. il difensore dell'attore, avv. Bonaudi, è stato sostituito a fine agosto, in rg. 341/07, dagli avvocati dello studio Vercellotti di Cuneo, come risulta dalla congiunta firma dell'avviso di parcella (doc. 34). Il problema è stato inizialmente spiegato all'avv. Ferrero a cui è stato versato acconto con assegno (doc. 35), ma in udienza è sempre intervenuto il suo sostituto e collega Dotta, mandato dall'avv. Ferrero, quale responsabile del novello avv. Dotta, così ha detto.
111. Stranamente, nemmeno questi due avvocati hanno voluto far presente nel giudizio ancora in svolgimento rg. 341/07, le  decisive prove di illegalità come da punti 9 e 10.
112. Con l'avv. Dotta, la delegata del sig. Bianchini, sig.ra Carrera, ha ancora insistito accanitamente fuori dall'aula del Gdp e prima d'inizio udienza del 16.9.09, perchè esponesse questa nullità in giudizio, oppure perchè potesse dirla la stessa delegata. L'avv. Dotta ha risposto con accanimento e violenza verbale che “non si può fare niente e che lui non avrebbe detto nulla sugli illeciti di legge” e anche che “assolutamente la sig.ra Carrera non poteva entrare in aula, neppure a seguito di delega scritta del sig. Bianchini” ed è stata fatta accomodare fuori, e chiusa la porta col consenso del Gdp Lovisolo.
113. Tali difensori non hanno fatto gli interessi del cliente neanche nel controinterrogatorio dei testi del convenuto (all. 11), per invalidarne la testimonianza, la loro attendibilità, in quanto trattasi degli stessi soggetti dipendenti della ditta Selavio e pertanto in evidente conflitto d'interessi, sicuramente non testimoniando contro se stessi o il datore di lavoro, e questo un difensore doveva farlo notare in verbale. Come avrebbero dovuto opporre la totale inattendibilità dei testi Fracchioni e Agnese che avevano già compiuto illegalità, installando impianto elettrico senza rispettare le normative e senza possedere i requisiti di legge come da punti 9 e 10. Infatti questa verità è stata omessa dai testi, ma ancora più gravemente, non è stata fatta emergere dall'avv. Dotta nel controinterrogatorio.
114. Sono state consegnate le visure della Camera di Commercio all'avv. Dotta; la sig.ra Carrera conferendo a lungo su tale questione nello studio di Cuneo e poi riconsegnandogliele prima che entrasse alla prima udienza di settembre, del suo mandato.
Pur di continuare a non adempiere al rispetto delle leggi e non fare gli interessi del loro cliente, gli avvocati hanno preferito dismettere il mandato, troncando all'istante ogni loro azione, omettendo ogni comunicazione e la comparsa conclusionale, e il dovere d'informazione non comunicando mai al cliente, della possibilità di fare opposizione con appello.
115. Ogni comunicazione è sempre avvenuta da parte dello studio legale, tramite raccomandata spedita al cliente con ricevuta di ritorno. I difensori non avrebbero dovuto causare danni ai loro clienti, a seguito della dismissione del mandato, come da inadempimento del mandato cui all'art. 38.
116. Non ci risulta che un tale comportamento, oltre agli altri doveri mancati, sia conforme ai doveri deontologici di fedeltà art. 7 e 36 prima parte: avendo di sicuro compiuto con volontà, atti contrari all'interesse del proprio assistito, non potendo ignorare la legge e non allegandola quale difesa nella causa, nemmeno se il cliente non gli avesse indicato le illegalità di controparte! Essendo dovere di competenza del professionista, conoscerne le normative, anche quelle del Cod. Consumo, a seguito  dell'accettato l'incarico.
117. A seguito di ciò i difensori sarebbero inoltre punibili per i reati cui all'art. 380 Cod. Pen. V. punto 91.  E risulterebbero responsabili dei reati come da punto 109.
118. Tali difensori avrebbero mancato pertanto ai doveri di competenza e sull'adempimento del mandato “1. L’accettazione di un incarico professionale presuppone la competenza a svolgerlo” anche nella conoscenza in materia di Codice del Consumo e relative normative. E in materia di impianti elettrici di cui al DM 37/08. V. punti 9,10,58, 59, 81, 82.

Riguardo all'avv. Cristina Gallo
119. L'avv. Gallo è collegata con l'associazione consumatori come da punto 73. Seppure la Presidente Provitem non sia per nulla bigotta (però altamente tecnica nei settori giuridico e delle pubbliche relazioni), tuttavia ha notato un comportamento al di fuori dei limiti di serietà professionale, in tutti i campi. Dall'abbigliamento inidoneo per uno studio professionale in quanto le si vedevano le mutande tanto era corta la minigonna (all'appuntamento doveva recarsi un uomo che è stato sostituito dalla Presidente), alla disorganizzazione generale e mancanza di diligenza art. 8 (aveva sul tavolo i documenti consegnati giorni prima al sig. Fontana dell'associazione di cui al doc. 37, per potersi preparare ed informare meglio sull'argomento, ma non li aveva nemmeno guardati, dichiarando ciò ai clienti e davvero non conoscendo nulla della situazione), all'insufficiente preparazione tecnico-giuridica (dopo aver letto i documenti di causa e quelli consegnati dai B., dopo averle fatto presenti le nullità conseguenti alle mancate iscrizioni alla Camera di Commercio per poter installare impianti elettrici come da punti 9 e 10, l'avv. Gallo ha telefonato all'avv. Corrado di controparte per “capire come stanno le cose” ha detto ai clienti). All'ambigua indipendenza ex art. 10 e dovere di fedeltà art. 7 e di lealtà e correttezza art. 6 del Cod. Deontologico (non si capisce come l'avv. Gallo abbia potuto telefonare per “chiedere come stanno le cose” e pendere dalle labbra della sua collega di controparte, che sicuramente non aveva alcun interesse a difendere gli interessi della parte avversa, se non a fornire una versione a suo favore; v. cap. 73 e 74).
Senonchè si ravviserebbero i reati in concorrenza coi suoi colleghi come da punti 109, 77. E l'omissione o l'inosservanza dei fondamentali doveri di rispetto delle Leggi e di Difesa Sociale, come da punto 78.
120. A questo punto della causa, dopo mesi di informazioni e recupero documenti nei diversi uffici, i sigg. B. sapevano tutti i particolari tecnici e giuridici del merito della causa. Però avevano bisogno di un avvocato per essere rappresentati in tribunale, e per i tecnicismi delle procedure specifiche che essi non conoscevano. Prima dell'avv. Gallo, i B. hanno contattato quasi tutti gli avvocati di Alba, che hanno rifiutato l'incarico dopo aver conosciuto la questione (dai documenti e dalla versione dei clienti) e soprattutto dopo aver appreso di dover urtarsi, per indicare e dover correggere gli inadempimenti del collega e sua figlia Consigliere dell'Ordine.    I clienti si rivolgevano all'avv. Gallo, non per chiedere un parere o una consulenza, ma solo per chiedere se, quale terzo avvocato era disposto ad intervenire in giudizio al posto del precedente.
Nonostante tutte le stranezze e ambiguità come da punti 73 e 74, nonostante l'avvocata non abbia voluto accettare l'incarico, e nonostante il primo colloquio fosse gratuito perchè compreso nell'abbonamento della tessera dell'associazione, l'avv. Gallo ha preteso il pagamento come da parcella (doc. 36). La reazione dei clienti, a seguito di quanto già spiegato, è stata l'opposizione al preteso pagamento in causa civile rg. 401/2009 Gdp di Alba e una denuncia penale al Tribunale di Alba Rg. 979/2010 contro l'avv. Gallo per i motivi e fatti anche qui riportati, e nel cap. 74.

Riguardo agli avv. Merlo, Mazzapicchio
121. Similmente al collega precedente come da punto 120, anche questi avvocati hanno adottato lo strano metodo di telefonare alla controparte avv. Corrado davanti ai clienti, senza nemmeno cercare di nasconderlo, come se fosse la più normale quotidianità, con una sicurezza e tranquillità che ha lasciato sbigottiti i clienti “ora telefoniamo all'avv.Corrado, per sentire come stanno le cose” e dopo la telefonata hanno dichiarato ai clienti che “non si può fare nulla perchè l'avv. Corrado sa cosa si deve fare”. Pur non volendo portare in causa le nullità e il rispetto delle Leggi, e non accettando l'incarico perchè... “non si può fare niente...come indicato dall'avv. Corrado” difensore di controparte e come da condizioni dei clienti, imposte prima del primo colloquio “paghiamo solo se accetta di intervenire in giudizio”  come avvenuto con gli altri colleghi prima di loro che hanno rispettato i patti iniziali, tuttavia questi avvocati si sono premurati di emettere e pretendere la loro parcella (doc. 38) per consulenza mai avvenuta, né voluta né richiesta dai clienti. Bensì la scocciatura e stress di dover ripetere tutto, e il tempo sprecato dai clienti è stato concesso per mettere gli avvocati a conoscenza della situazione nei particolari, al fine di poter accettare l'incarico e intervenire immediatamente in tribunale.
122. Similmente alla situazione precedente, gli avvocati risulterebbero responsabili degli inadempimenti al Cod. Deontologico per l'insufficiente preparazione giuridica come da punto 119, ovvero dei reati come da punto 119.

Riguardo all'avv. Carlo Pasquero
123. L'attore personalmente notifica atto di citazione all'avv. Bonaudi il 08.10.2009 (rg. 876/09 dal Gdp Alba, avv. Lovisolo). Trattasi di richiesta dei danni provocati dalla omessa difesa dell'avv. Bonaudi in rg. 341/07 come da punti 9, 10, 59 e 131. All'udienza stabilita del 16.11.09 si costituisce la controparte avv. Bonaudi, tramite il suo difensore Avv. Pasquero che eccepisce la notifica, con minori giorni stabiliti ex art. 163bis cpc. Nonostante la sua costituzione e pertanto avendo sanato la nullità, e dovendo continuare nella causa in corso, e nonostante le proteste dell'attore, il Gdp Lovisolo accetta l'eccezione del convenuto e rinvia la causa per rinotifica.
124. L'atto di citazione notificato il 8.10.2009 ha stampata data di udienza per il 9.12.2009, ma è corretto a penna con la data 16.11.2009. L'avv. Pasquero, difensore del convenuto, che si era già costituito il 16 novembre nella causa 876 iscritta a ruolo dall'attore (doc. 13), la riiscrive a ruolo ora con rg. 957/09, il 07.12.2009 per la prima udienza di due giorni dopo, poi rinviata d'ufficio al 21/12. Nessuno avverte l'attore dell'esistenza di tale nuova causa parallela, né l'avv. Pasquero fa mai accenno all'avv. Ballaira, secondo Gdp intervenuto, dell'esistenza della  stessa causa già instaurata prima (a ruolo rg. 876) con stesso atto di citazione e già iniziata presso il Gdp Lovisolo, e pertanto nella causa iscritta successivamente a ruolo dal convenuto con rg. 957, ne viene dichiarata la contumacia dell'attore il 21.12.09, giorno di prima udienza. La seconda udienza per deposito conclusioni, viene fissata ed avviene due giorni dopo, il 23.12.09, contro l'art. 190 cpc. che prevede un termine minimo di 20 giorni per il deposito della memoria, dalla rimessione della causa al collegio.
125. Né esiste in fascicolo alcuna copia di scambio degli atti del convenuto, per parte attrice. Ciò potendo significare la sicurezza dell'avv. Pasquero del non intervento dell'attore, ovvero del totale disinteresse del Professionista al rispetto delle regole, del giusto processo nei confronti di controparte. Avvocato che ha fornito false informazioni al Gdp, omettendo l'esistenza della precedente identica causa, iscritta per prima a ruolo ...per nascondere proprie colpe ex lege dell'avv. Bonaudi in rg. 341/07, con ulteriori illeciti attuati materialmente dal difensore Pasquero e con la strategia della confusione.
126. Un tale comportamento degli Avvocati (convenuto Bonaudi e suo difensore Paquero) pare non ritenersi né in buona fede, nè seguire le norme deontologiche di base sulla correttezza, tantomeno di probità, né di verità, e neanche dei primari ed indispensabili principi della Professione, sulla Difesa Sociale e rispetto della Legge come da Cod. Deont. Forense (v. cap. 78), ma al contrario approfittarsi, attivare e sostenere 'errori' giudiziali.  
126bis. Per la prescrizione e da giurisprudenza come in cap. 5, i comportamenti e l'evento pregiudizievole si è manifestato oggettivamente, riconoscendolo come dannoso dopo la sentenza in giudicato di rg. 876/09 avvenuta nel 2012 (doc. 13bis). Che anch'essa ha omesso e distorto la verità e le leggi. E comunque potendolo segnalare all'Ordine, solo dopo la separazione del Consiglio di Disciplina dall'Ordine di Alba, quest'ultimo non adempiendo e non intervenendo contro i suoi iscritti, come da nostra esperienza.

Riguardo all'avv. Giuseppe Sandri e figlia Anna
127. Continuano a segnalarci i cittadini e professionisti, che continua l'abitudine dell'avv. Giuseppe Sandri e figli, fuori e dentro i tribunali, di 'parlare' coi Giudici aditi, in assenza di controparte, prima delle cause da svolgersi...stranamente senza mai nulla obiettare da parte dei Magistrati. Tali abitudini di comportamenti scorretti sono già stati segnalati anche con denunce; che almeno disturbano fortemente gli avvocati di controparte ed il sereno svolgersi delle udienze in corso! Irregolarità che sarebbero finalizzate ad accordarsi ovvero a deviare le udienze, verso conclusioni favorevoli agli interessi dei loro clienti, a prescindere dalla ragione o torto giuridica e dal rispetto delle procedure di legge. In effetti, la nostra personale esperienza, ci fa notare che dopo tali consigli e colloqui ai Giudici da parte dei Sandri prima delle udienze in prossimo svolgimento, si riscontrano sempre 'casuali' errori o disfunzioni che permettono o mascherano le inosservanze e devianze al corretto rispetto delle leggi, oppure seguono pareri dei Giudici non sereni, a danno dell'altra parte, contro le norme di legge. Es. punto 143 e seguenti, denunce avv. Lovisolo (doc.41), denuncia v. doc. 40.
128. Ultimamente invece, la strategia nei tribunali pare si sia maggiormente raffinata, collaborando in due per insidiarsi: in genere il padre distrarrebbe o controllerebbe la controparte, accertandosi cosa fa, dove va, ecc... mentre la figlia 'parla' col Giudice adito, proprio pochi minuti prima delle udienze da tenersi... Un tale atteggiamento e comportamento, noi non possiamo che collegarlo alle nostre sconcertanti precedenti esperienze a cui hanno fatto seguito le relative denunce, di cui si allega l'ultima inviata al Consiglio di Disciplina (doc. all. 39)
129. Si allega la precedente denuncia contro tale avvocato (doc. all. 40) in cui la sottoscritta Presidente sente e vede l'avv. Giuseppe Sandri, con viso, fare e voce apparentemente gentile ma insinuante e sibillina, impartire indicazioni al Gdp Nizza (ora deceduto), su cosa fare e quali provvedimenti era meglio per lui, per il Gdp, dover prendere nella causa da svolgere e sulle altre cause in corso, delle quali l'avv. Sandri non era nemmeno il difensore di controparte; chiede, riceve e fornisce informazioni al Gdp sulla controparte, sia personali che sullo svolgimento delle cause. Ma è sicuramente interessato «a 'eliminare - epurare' il sig. B. e famiglia, poiché titolari di troppe denunce (e con prove) a loro danno, dei suoi clienti», come da lui dichiarato alla Presidente delegata e difensore in causa sig.ra Carrera Alessandra nei corridoi dell'ufficio del Gdp, poco prima dell'arrivo di PG appositamente chiamati da quest'ultima per chiarire le irregolarità appena riscontrate.
In questo episodio in rg. 308/11 Gdp Alba e seppure colto in flagranza, l'avv. Giuseppe tenta ancora di manipolare sul verbale, le dichiarazioni e i fatti, distorcendoli a suo favore, che lui stesso scrive olografo:  “la causa stava iniziando” e che parte attrice “era stata chiamata” secondo lui avrebbe lo stesso significato di “l'avv. Sandri aveva guardato all'esterno dell'ufficio del Giudice senza rinvenire la sig.ra Carrera”.

Riguardo al Gdp di Alba  Avv. Lovisolo
130. Tutti i Giudici Onorari vanno valutati, sottoposti ed eventualmente puniti nelle competenze delle loro effettive funzioni: sia come avvocati, sia quali giudici. V. punto 35.
Gli illeciti riscontrati coi nostri esempi, sono così gravi da comprometterne i principi base della Deontologia dell'Avvocato, del rispetto delle Leggi, dell'affidamento degli interessi della collettività, della tutela sociale della difesa, della compromessa fiducia dei terzi (cittadini) nella capacità dell'avvocato di rispettare i propri doveri professionali.
Dalle voci sentite fuori dalla porta dell'ufficio del Gdp di Alba, dall'avvocato ai clienti: “vanno pagate le tangenti agli avvocati che pagano i Giudici, se si vuole vincere la causa...se vi va bene, ci vediamo nel mio studio”...vi sarebbe un collaudato e preciso sistema in cui l'esito delle cause verrebbero decise già prima dell'inizio delle stesse, e con un tariffario prestabilito...
131. Anche questa GdP deve rispettare le leggi come da suo dovere e professione art. 101 Cost.
Stranamente, nessun avvocato ha mai accennato in causa rg. 341/07 i gravi illeciti come da punti 9,10,59. Lo ha fatto però l'attore personalmente, prima a voce non ascoltati e non annotati in verbale, e poi depositando in Cancelleria le conclusioni (doc. 9), come annotato in sentenza (doc. 12). Poi l'attore ha di nuovo fatto conoscere tali illegalità, ritualmente  in atto di citazione rg. 876/2009 (istanza di danni al proprio difensore-doc. 13), ma anche così 'ritualmente', la Gdp, ancora più stranamente, non ne ha mai tenuto conto.  Data la gravità in quanto trattasi di illeciti, e anche su legge imperativa, nella sentenza di rg. 341/07, l'avv. Lovisolo avrebbe dovuto intervenire a interromperli, seppure conosciuti in modo 'irrituale' tramite le conclusioni (doc. 9) oppure 'ritualmente' tramite l'atto di citazione di rg. 876/09, pag. 6 (doc. 13).
132. La 'irrituale' memoria conclusionale (doc. 9), è stata prima respinta dalla Gdp all'udienza di fine causa PC, ma poi gli attori l'hanno depositata personalmente in Cancelleria. Avendola depositata in Cancelleria, questa volta vi è la prova della conoscenza degli illeciti prima della sentenza, da parte della Gdp. di cui le relative responsabilità e conseguenze.
133. Adempiendo al suo dovere di rispetto delle Leggi art. 101 Costit., la Gdp avrebbe dovuto anche tener conto della mancanza di prove dei corretti adempimenti della ditta, come da Codice del Consumo, elencati a pag. 6 di rg. 876/09, quando avviene un ordinativo commerciale “per via telefonica” come riconosciuto dal convenuto e in sentenza 207/11 di rg. 341/07 (all. 12) e come da punti 58 e 59. Ma persino senza opposizione della parte interessata, persino in contumacia, la Gdp doveva confrontare la domanda del decr. Ing. con gli adempimenti di legge scritti come da cap. 59 del Cod. del Consumo, in mancanza di tali  adempimenti scritti come da art. 59, non esiste la prova per confermare alcun pagamento richiesto da alcuna ditta commerciale!!!!!!! V. cap. 112.
134. Inoltre, stride persino la logica più elementare, come riportata in sentenza (doc. 12 pag. 3), che risulta ambigua e confusionaria: “l'ordinazione della merce di cui gli interventi tecnici come da fattura n. 161 del 4 agosto 2006 sarebbero avvenuti il 20/06 e 28/07/2006...ma poi gli interventi tecnici della ditta del 22/07 e 02/08 nell'abitazione dei B. a S.Benedetto Belbo”. Ciò che è sicuramente dimostrato in tale fattura (v. in fondo alla voce riferimento) è l'unico intervento tecnico di cui al DDT del 02/08/06 (doc. 7b)! In ogni caso, ciò che è sicuro e che ha riconosciuto anche la Gdp Lovisolo in sentenza, è che è stata compiuta attività professionale-tecnica di installazione di apparecchiature elettriche, come da fattura. A seguito della quale doveva accertarsi di suo impulso, anche senza alcuna indicazione di parte, oppure in giudizio contumaciale, dei requisiti di legge posseduti dagli installatori. E comunque, in questo caso, a seguito di indicazione della parte, seppure irrituale in rg. 341/07 (doc. 9) e poi rituale in rg. 876/09 (doc. 13) in cui le è stato ripetutamente fatto presente l'illecito della mancanza d'iscrizione ex lege, la Gdp avv. Lovisolo ha volontariamente non voluto rispettare il suo dovere art. 101 Cost., non dichiarandone in sentenza ogni nullità ex lege. V. punti 9,10.
135. La Gdp, non interrompendo gli illeciti della ditta Selavio, prima confermati e nascosti dai  difensori dell'attore, poi dai difensori di controparte B., avrebbe violato l'art. 101 della Costituzione, il suo dovere professionale di Giudice e di Avvocato, il suo giuramento davanti allo Stato, la disposizione “in nome del popolo italiano”. I suoi doveri di imparzialità, correttezza, competenza. Il dovere di equo processo art. 111 Cost. e CEDU, il dovere di difesa art. 24 Cost. della parte B. Salvo concorrenza nei reati con i colleghi Avvocati (e Lobby v. punto 48) e le ditte. Ed essendoci la prova del dolo volontario, anche del reato di Sovversione come da cap. 32 e seguenti.
136. Nella causa contro l'avv. Bonaudi rg. 876/09, con richiesta al proprio difensore dei danni subiti in rg. 341/07, la Gdp non avrebbe di nuovo rispettato la legge e le relative procedure.
137. Si notano molte gravi anomalie della Gdp che altrove pare molto ligia alle formalità: intanto alla prima udienza del 16.11.09 di rg. 876/09 (doc. 13bis) “non si può verbalizzare”, secondo la Gdp e l'avv. Pasquero, l'opposizione dell'attore per continuare la causa, v. cap. 123. neppure tiene conto dell'inammissibilità dell'eccezione che si basa sull'art. 163bis, non esistente nel rito dal Gdp! ma vigendo solo l'art. 318 cpc. e non 163bis come preteso dall'avv. Pasquero; in verbale... l'attore personalmente, alle prime armi, riferisce “come da cpc.” non ricordando l'articolo preciso e fidandosi della correttezza dell'articolo indicato dalla Gdp, per la sua maggiore competenza!!!!!!!! Pertanto, formalmente, doveva anche essere respinta l'eccezione del convenuto in quanto inamissibile ex art. 311 cpc. e la Gdp non avrebbe dovuto ricopiare l'errore del collega Pasquero in sentenza 42/12!
138. In sentenza 42/12 di rg. 876/09 (doc. 13bis), a fondo pag. 3, la Gdp ritiene la litispendenza e continenza art. 39 cpc. “stessa causa proposta davanti a stesso Gdp”. Quindi, seguendo un tale ragionamento e ritenendosi quale secondo Gdp avrebbe dovuto “dichiarare con ordinanza la continenza e fissare un termine perentorio entro il quale le parti debbono riassumere la causa davanti al primo giudice” e non condannare con sentenza, l'attore al pagamento per soccombenza, a favore dei suoi 'colleghi'. Anche la litispendenza (G. diversi), dispone la “cancellazione della causa da ruolo” diversamente dalla strana decisione della Gdp...che non sembra rispettare i doveri d'indipendenza ed imparzialità .
139. Sempre in sentenza, a fondo pag. 3, la Gdp pasticcia le date delle due cause, ne dichiara la precedenza della causa instaurata per ultima, ma che ha emesso sentenza per prima, per le irregolarità indicate nel capitolo dell'avv. Pasquero. Infatti il comma 3, art. 39 cpc. indica il c.d. criterio di prevenzione, quale principale momento decisivo per stabilire la precedenza, per la litispendenza e continenza, la data della notifica o il deposito del ricorso. Inoltre la G.d.P. commette un refuso, che 'casualmente' serve a far apparire formalmente a posto la sua sentenza: indica la prima causa con rg. 976 invece di 876; si ricorda che la seconda ha rg. 957. Le iscrizioni a ruolo ne indicano chiaramente la precedenza di rg. 876 autoassegnatasi alla stessa Gdp Lovisolo! Che con questo trucchetto si sarebbe scaricata la responsabilità. V. punto 37.
140. Secondo le leggi, la prima causa 876 non risulta assolutamente “inammissibile perchè preclusa dal precedente giudicato della sentenza n. 10 dell'11.1.2010” di rg. 957/09 e non viene emessa nel precedente giudizio, ma in quello instaurato successivamente. Ed anzi, proprio secondo le pronunce di Cassazione allegate dalla Gdp Lovisolo a fondo pag. 3 della sua sentenza 42/12, ne viene preclusa e risulta inesistente il secondo procedimento con rg. 957. A favore del giudizio instaurato per primo rg. 876, con allegate prove e correttamente instaurato nel rispetto dei principi di legge: di difesa, di corretto ed equo processo e del contraddittorio, come da Costituzione e leggi europee.
141. si fa notare che all'epoca la Gdp è capo ufficio e pertanto, avendo distribuito Lei le varie cause, anche così, conosce l'esistenza della stessa causa, sdoppiata in due diverse udienze, e destinate a due diversi Giudici. Ed essendone responsabile ex art. 273 cpc., avrebbe dovuto avvertirne il Presidente il quale ne avrebbe decretato la riunione. Tutto nella regolarità. V. cap.123 e segg. ...Oltre all'abitudine di emettere le sentenze dopo diversi anni dalla rimessione davanti al collegio. Come avvenuto in rg. 876/09 dove ci sono voluti due anni per emettere sentenza con tutti gli errori riscontrati, oppure per studiarsi approfonditamente come servirsi di 'errori o sviste' casuali.
142. In rg. 881/11 per richiesta danni contro il comune di San Benedetto Belbo (che si vendicherebbe, v. punto 69 e 96) non rilasciando il cartello parcheggi al disabile al 100%, non deambulante, come dichiarato dalla commissione legale Asl, la Gdp compie miracoli di legge...per la presenza dell'avv. Sandri. Alla prima udienza il convenuto compare personalmente nella presenza del sindaco Porro, dichiara e verbalizza “di non voler farsi assistere da un difensore” e non si costituisce in giudizio. La Gdp rinvia per precisazione conclusioni permettendo memorie conclusionali scritte fino all'udienza successiva.
143. All'udienza di conclusioni interviene l'avv. Giuseppe Sandri che si costituisce per il convenuto Comune, produce documenti difensivi, oppone eccezioni processuali e di merito,  e produce documenti per le sue eccezioni. (Verbale all. 42)  La Gdp accetta tutto come se fosse la prima udienza, e pende dalla bocca dell'avv. Sandri, nonostante le decadenze di legge e nonostante le opposizioni dell'attore che protesta e si verbalizza per le decadute difese di eccezioni, per non aver presentato tempestivamente le prove all'udienza 'rituale'. L'avv. Lovisolo non prende nemmeno in considerazione la richiesta degli attori di rifiutare e non ammettere le prove del convenuto perchè tardive e pertanto decadute. Si ricordi che in altra causa in rg. 341/07, la Gdp aveva usato comportamento totalmente opposto, v. punto 84 nonostante lì vi fosse un motivo più che valido e non imputabile alla parte, per poter ammettere le prove decadute (per inadempimento del precedente difensore dismettente!).
144. Dalla sentenza 62/6.2.12  (all. 43) si scopre che la Gdp non solo accetta tutta la versione del convenuto 'irrituale' e illecita, pertanto inesistente ex lege poiché tardiva e preclusa, ma ne accetta pure ogni eccezione, compresa quella della legittimazione ad agire dell'ente, contestabili anche d'ufficio dal Giudice, ma entro la prima udienza. V. giurisprudenza a fine cap. 166.
145. Inoltre la Gdp non risponde alla domanda dell'attore, ma a quella diversa del difensore avv. Sandri, che neppure ha presentato domanda riconvenzionale: l'attore chiede il risarcimento danni “per non aver consegnato il cartello parcheggi per il disabile attore, in più con l’urgenza della priorità, come da art. 3 comma 3 Legge 104/1992” quindi danno già avvenuto al momento della citazione (luglio 2011). Il convenuto, con i nuovi documenti presentati irritualmente  e pertanto non ammissibili, chiede il rigetto della domanda poiché, dopo mesi, al tempo dell'irrituale e non valida sua produzione documentale (dicembre 2011), il disabile stava attendendo il suo turno per ripresentarsi alla visita medico-legale per la conferma della sua disabilità deambulatoria totale a causa della rottura di 5 vertebre. Dimostrata anche in causa con risonanza magnetica prodotta in atto di citazione. Il convenuto chiede di respingere la domanda perchè in attesa della nuova visita, il vecchio documento dell'Asl, da novembre risulta non aggiornato. Mentre, al fine del rilascio del cartello di parcheggio per disabili, lo stesso può venire rilasciato anche in via provvisoria e pertanto in attesa della riconferma Asl, a seguito della quale  negazione, tale cartello può venire revocato dal Comune.
146. Ulteriore lesione alla difesa in causa e al giusto processo deve notarsi in tale procedimento, in quanto, a seguito delle non ammissibili/precluse prove del convenuto allegate solo in PC, all'attore è stato così impedito di difendersi e di rispondere alle prove di controparte presentate solo prima della sentenza, viceversa l'attore avrebbe potuto produrre l'avvenuto rinnovo Asl della disabilità. Infatti tali decadenze processuali sono state legiferate in ottemperanza di questo diritto di difesa a tutela di entrambi le parti, anche dell'attore.
147. In tutti questi esempi, la Gdp pare prendere in considerazione solo la versione e dichiarazioni dei suoi colleghi avvocati, a prescindere e senza valutarne la conformità di legge, così non utilizzando il suo potere e dovere di indipendenza dell'avvocato e di imparzialità del giudice: in questo modo verificandosi per forza la collusione con una parte in causa. V.cap. 153, 68 e seguenti.

Riguardo al Gdp di Cuneo  dr. Gatti
148. Con la causa rg. 1420/2011 il dr. Gatti avrebbe dovuto intervenire almeno d'ufficio, a bloccare gli illeciti, ad interrompere la catena di illeciti e il conseguente ingiusto sequestro presso terzi, alla pensione del sig. B., come richiesto da parte attrice nell'atto di citazione (doc. 14), pur di rispettare il suo obbligo di Giudice ex art. 101 e 24, 111 Cost. e il suo dovere di Avvocato come da punto 130. Cass. Sez. II n. 2506/16.06.1997 “la nullità è rilevabile in ogni stato e grado del procedimento, in ogni tempo e luogo ed è rilevabile (anche) d'ufficio”. In questo caso il Giudice DOVEVA utilizzare l'intervento d'ufficio, nella causa civile, per il suo obbligo di rispetto delle leggi ex art. 101 Cost., per bloccare immediatamente la grave illegalità (reato  348 C.Pen. v. punto 109) contro Legge Imperativa (DM 37/2008). Ex art. 1421 CC. “la nullità può essere fatta valere da chiunque vi abbia interesse e può/DEVE essere rilevata d'ufficio dal Giudice” (la parola 'può' è anticostituzionale collidendo con l'art. 101 Cost. ed impossibile nel nostro caso, nel caso di illecito di legge, poiché è obbligo del Giudice far rispettare le Leggi! Nulla c'entra la sua interpretazione o valutazione o convincimento! (V. cap. 28 e 32 e seguenti)
149. il Gdp avrebbe dovuto segnalare all'Ordine Avvocati di competenza le anomalie ed inadempimenti compiuti dai suoi colleghi avvocati, come indicato anche nel punto 4 della citazione 1420/11 (all. 14). e come da cap. 78.
150. Avrebbe dovuto analizzare e segnalare alla Procura della Repubblica, l'ipotesi di reato art. 380 C.P. indicato al n. 5 dell'atto di citazione, contro i difensori dell'attore.
151. Il Gdp rinvierebbe le sue responsabilità (v. punto 37 e seguenti) con la sentenza (doc. 15),  verosimilmente non volendo giudicare contro suoi colleghi! Rinviando la sua sentenza 305/12 alla precedente “identica” causa di rg. 341/07, secondo lui. Al contrario, le due cause hanno oggetto diverso e non si sovrappongono: la causa assegnata a lui, nella citazione, domanda il risarcimento danni per gli errori e/o illeciti commessi dagli avvocati in rg. 341/07, “PER TOTALE NULLITA' DI OGNI ATTO ex art. 1418 C.C. ai sensi dell'art. 15, comma 7 del D.M. 37/2008...regolamento per installare impianti elettrici”. Domanda mai proposta prima, né argomento mai fatto presente prima, neppure nella causa indicata in sentenza di rg. 341/07 a cui il Gdp rinvia, pretestuosamente...per non intervenire nel merito...contro suoi colleghi. V. cap. 37 e 48 e seguenti.
152. Contrariando tutti i doveri di Giudice e di Avvocato, si sarebbe reso anche lui concorrente nei reati della ditta Selavio di cui al DM 37/08, e di quelli omissivi dei suoi colleghi avvocati, che insopportabilmente confermerebbero e avvallerebbero gli illeciti della ditta, anche nelle aule dei tribunali. V. cap. 109,78,27 e seguenti. Con tale sentenza, il Gdp violerebbe anche il suo dovere di imparzialità, facendo gli interessi di suoi colleghi avvocati e di una precisa parte in causa, a favore della ditta Selavio che compie reati. V. cap. 49 e seguenti.
153. Valendo anche qui il punto 130, sussisterebbero gli inadempimenti e i reati dei colleghi avvocati e Gdp Onorari.    Impossibili da perseguire nelle vie civili poiché non esiste avvocato che si esponga e ci difenda contro la sua categoria e suoi colleghi, pertanto che faccia Appello (avanti a Giudici normali)  alle cause da noi presentate in primo grado, possibili ex lege, solo in primo grado dal Gdp in quanto interviene la parte personalmente tramite il difensore indipendente  Onlus.

Riguardo al Gdp d.ssa Bruno di Brà
154. Più volte, secondo noi troppe già ai danni di un solo cittadino, abbiamo notato personalmente disfunzioni (e conflitti d'interesse) dei Gdp che intasano inutilmente gli uffici pubblici, fomentano proteste ed ingiustizie di legge e malcontenti dei cittadini che si vedono oberati da inutili cause di opposizione per il non rispetto delle più semplici ed ordinarie normative. Disfunzioni e rinvii evitabili per effetto della normale prudenza o competenza, ed indipendenza del Gdp.
155. La Onlus ha ricevuto decine e decine di segnalazioni anche contro questa Gdp, “perchè non sa le leggi”, oltre che dai cittadini, anche da operatori del servizio e Avvocati, dagli stessi interni che utilizzano tali uffici, esasperati per i motivi cui al punto precedente.
156. Pare, al contrario di quanto accade qui, che le Leggi e suoi principi si dirigano nella direzione di efficienza, efficacia, rispetto della legalità, diritto sostanziale, anche nella Pubblica Amministrazione e nei Tribunali a servizio delle esigenze dei cittadini e della Giustizia concreta che ne pacifica gli animi, invece di fomentarli.
157. Pertanto elenchiamo alcuni esempi che ledono gravemente i principi Onlus di Salute Sociale nella Pubblica amm.ne, lederebbero i principi di Difesa Sociale Deontologici quale Avvocato e G.d.p. Onorario (v. cap. 35), e lederebbero l'art. 101 Costituzionale quale Giudice.
158. In rg. 1004/12 la Gdp utilizzerebbe tutti i cavilli possibili pur di eliminare la causa, in cui controparte risulta Fresia e la parentela sua, difesa dall'avv. Sandri. Come da Reclamo inviato ai responsabili dell'ufficio (all. n. 44), il 13.09.2016 il difensore Provitem per gli attori, si reca in Cancelleria al fine di ritirare copia di documenti da presentare nell'udienza che si sarebbe svolta un paio di ore più tardi. Dopo aver atteso l'adempimento già richiesto e accettato nei giorni precedenti per via telefonica, il difensore spiega nell'ufficio e alla Cancelliera che tali copie erano necessarie per il deposito all'udienza che si sarebbe svolta più tardi, alle 12, e pertanto, vedendo trafelata la Cancelliera Borghino, la tranquillizza di fare le fotocopie con tutta calma, che aveva più di un'ora a sua disposizione, e poteva consegnargliele quando lo stesso difensore sarebbe tornato per l'udienza. Alle ore 12 il difensore ritorna nell'ufficio per ritirare tali copie e consegnarle nella causa odierna, ma la Cancelliera Borghino la ferma, spiegandole che era inutile andare in udienza, poiché la causa era già finita e chiusa. Al chè il difensore si arrabbia poiché era più che risaputo della sua presenza e della sua partecipazione all'udienza, come a lei stessa spiegato per poter ritirare le copie. E si stupisce del fatto che la cancelliera Borghino sappia della chiusura dell'udienza ma che non abbia indicato alla Gdp la presenza del difensore che si era solo allontanato momentaneamente; inoltre ci si stupisce dell'eccessiva meticolosità dell'orario di chiusura della causa, subito dopo l'appuntamento. Ci si stupisce del precedente inadempimento della Cancelleria utilizzato dall'avv. Bruno al fine di eliminare la causa dal ruolo. Ci si stupisce che dopo aver fatto notare tali plurimi inadempimenti della Cancelleria alla stessa Gdp, l'avv. Bruno non abbia assolutamente voluto riaprire l'udienza, nonostante i convenuti contumaci.
159. in rg. 999/12 (doc. 45) la Gdp confonde le normative del rito in Tribunale con il rito dal Gdp. È vero che ex art. 398 cpc., la revocazione richiede la procura speciale art. 125 e 83 nel rito per il tribunale, tuttavia qui siamo dal G.d.p. dove vale sia la procura/mandato art. 317, sia l'intervento personale delle parti. La delegata degli attori art. 317 cpc. può agire dal Gdp in vece e difesa degli attori, anche se non iscritta all'albo degli Avvocati, come obbligatorio in sede di tribunale. Delegata che agisce “per la parte personalmente” entro il valore di € 516,46. E sia il primo comma dell'art. 398 che dell'art. 83 cpc. differenziano il caso rispettivamente del rito presso lo “stesso Giudice della sentenza impugnata” e nel caso “quando la parte sta in giudizio col ministero di difensore” qui inteso quale Avvocato iscritto all'albo, che esula dal nostro caso. Pertanto basterebbe comprendere la situazione presente, non vi è nemmeno il caso di disturbare la giurisprudenza, come da Cassaz. SS.UU.25032/05 “ la mancata certificazione da parte del difensore dell'autografia della sottoscrizione della procura (speciale) alla lite...ex art. 83 c.3 cpc., implica non nullità, ma mera irregolarità  della procura stessa, superata dalla costituzione in giudizio del procuratore nominato, salvo che la controparte contesti, formulando pertinenti ragioni ed allegando specifiche prove, l'autenticità di detta sottoscrizione”.
Nel secondo motivo di rigetto, la Gdp confonde la revocazione ordinaria con quella straordinaria: il suo dolo o totale ingiustificabilità si noterebbe dalla memoria autorizzata PC degli attori, in cui gli stessi specificano trattarsi di revocazione ordinaria. La specifica è indicata appositamente, a seguito proprio della discussione nell'udienza precedente alla consegna della memoria, in cui la Gdp ha confuso le due revocazioni e sembrava annaspare anche sulla procedura di tali normative. Il rappresentante degli attori ne ha precisato a voce, già in tale sede, le due differenze e la prevalenza del rito speciale dal Gdp, in cui è prevista anche la revocazione. Ulteriore anomalia della Gdp si noterebbe così, per la successiva allegata procura speciale art. 83 cpc., depositata dagli attori a seguito di correzione della Gdp, che nella sua versione, avrebbe dovuto ritenere sanata art. 182 cpc. con effetto ex-tunc. Come spiegato in memoria all. n. 45.
Per tutti questi errori, pende atto di appello presso il tribunale di Asti con prima udienza 01.02.2017.
160. in rg. 1000/12 (doc. 25) ex Alba 618/10 (sig.ra Carrera contro investigatore) la Gdp non legge per nulla gli atti oppure vuole eliminare subito la causa senza analizzarla. La sentenza di non accoglimento della domanda si basa unicamente “sull'esclusione della legittimazione ad agire dell'attrice”. Convenuto contumace. La Gdp non leggerebbe gli atti, verbale e testimonianze accettate dal precedente collega Gdp ove si specifica molte volte che il pagamento della merce è avvenuto a mani dell'attrice, che l'impianto è stato installato nella casa di abitazione di entrambi i coniugi, conviventi. Pertanto i danni subiti danneggiano entrambi i proprietari del bene in quanto di comune proprietà ovvero di comune acquisto e pagamento a mani della sig.ra Carrera, come accertato in causa [neppure necessita informare della comunione dei beni dei coniugi, il cui unico reddito di sostentamento familiare è quello della pensione minima sequestrata presso il terzo INPS].
Il danno è stato quantificato tenendo conto e facendo riferimento al valore economico sequestrato presso l'Inps, ma non è mai stato richiesto quale danno, la restituzione degli importi sequestrati, concetto ben differente in giurisprudenza, seppure anche in quest'ultimo caso, sia legittimata anche la moglie convivente, come da giurisprudenza in revocazione (all. 25).
161. Neanche qui la Gdp rispetta la Legge, non blocca gli illeciti di cui alla nullità art. 1418 CC. (v. cap. 10) nemmeno d'ufficio (v. punto 148), come più volte ripetutale in udienza ed in atti. V. all. 25 in memoria di PC, conclusioni pag. 16. Così rendendosi responsabile come i suoi colleghi. V. cap. 153, 130, 35.
162. rg. 1003/12 Gdp di Brà, revocazione di rg. 487/11. Anche qui stesso 'errore'(?) sulla procura speciale in cui la Gdp non tiene conto dello speciale rito dal Gdp e dell'intervento personale della parte art. 317 cpc., ma dispone secondo il rito davanti al tribunale.
163. Anche questa Giudice non attivandosi per bloccare, anche d'ufficio, gli illeciti indicati in atti (all. 46) e come da par. 9 e 10, avrebbe coperto, avvallato e permesso i reiterati illeciti dei suoi colleghi avvocati (v. all.14 rg. 1420/11 dr. Gatti) e delle ditte Selavio e Agnese mancanti dei requisiti di legge, senza iscrizione alla Camera di Commercio come da Dm 37/2008. E nonostante ciò, la Gdp si sarebbe servita di pretesti più o meno motivati per eliminare la causa alla radice, così omettendo di intervenire sugli illeciti e relative nullità, con intervento d'ufficio da parte del Giudice (v. punto 148) e quale pubblico ufficiale che non segnala gli illeciti di cui è venuta a conoscenza durante il suo lavoro. V. punto 153.
164. Altro motivo di rigetto della causa è la memoria conclusiva non firmata, seppure consegnata in udienza e a mani alla stessa Gdp, come da verbale del 1.10.2014 (doc. 47). E quindi di provenienza certa degli attori. A quanto pare la Gdp confonde tale memoria con l'atto di citazione, quest'ultimo compreso nell'art. 125 cpc. mentre in tale articolo non sono comprese le successive memorie e pertanto se anche la memoria fosse affetta da nullità per tale motivo, sarebbe sanata perchè ha raggiunto il suo scopo art. 156 cpc... oltre che la stessa Gdp, avrebbe mancato ai doveri suoi propri, accettando nelle sue mani tale memoria in udienza e omettendo di controllarne subito la completezza dell'atto con la firma, nulla eccependo nell'immediatezza, per poi rigettarlo solo in sentenza!
E come da numerosa giurisprudenza tra cui Cassazione SS.UU. 25032/28.11.2005 per la mancanza di firma “l'omissione dell'indicato adempimento non è sanzionata con un'espressa previsione di nullità, necessaria a norma dell'art. 156, co 1, c.p.c. per pronunciare la nullità medesima in dipendenza dell'inosservanza di forme, ed inoltre non comporta il difetto di un requisito indispensabile affinché l'atto raggiunga il suo scopo, ai sensi ed agli effetti del secondo comma di detto art. 156 (e 182 cpc.), dovendosi reputare realizzato tale scopo con la costituzione in giudizio della parte per il tramite di un difensore che sia stato effettivamente nominato”. Pertanto non si può parlare di inesistenza di questo atto, poiché risulta in maniera inequivocabilmente accertabile la provenienza dell'atto dal difensore munito di procura/delega art. 317 cpc.  e il deposito nelle mani della GdP verbalizzato nell'udienza che ne identifica la certa provenienza. Naturalmente non si è trovato nessun avvocato che ha voluto presentare una tale opposizione in appello, con gratuito patrocinio!
165. rg. 998/12 proposta di querela di falso contro verbali dell'Ufficiale Giudiziario D'angelo.
Nella sentenza di questa causa abbiamo trovato così tante anomalie, alcune in più di quelle già prima allegate, che per brevità indichiamo il doc. 48 ...per la confusione della d.ssa Bruno che utilizza le norme del Tribunale, invece che quelle del rito speciale dal Gdp, prevalenti e primarie. Poi le si chiede di poter proporre querela di falso come da art. 313 cpc. e la Gdp s'inventa che non vi sono prove che tale querela sia già stata presentata in Tribunale e poi che ci vuole la procura speciale. Ex art. 313 cpc. per iniziare con la querela di falso in via incidentale, bisogna prima chiedere ed ottenere autorizzazione dal Gdp che ne deve valutare la necessità (non il merito e la sussistenza) se i documenti impugnati sono rilevanti per la decisione...quindi sospendere il giudizio e rinviare al Tribunale. Solo in quest'ultima sede è necessaria la procura speciale, ovvero in calce alla querela di falso vera e propria. Non è indicato invece che ci vuole la procura speciale per l'istanza di cui all'art. 313 cpc.! Anche in questo caso, il rito semplificato per il Gdp è preposto ed estraneo al rito avanti al tribunale cui all'art. 221 cpc.
166. rg. 997/12 sentenza n. 185/05.03.2015 (Provitem e Bianchini contro sig. Guasta) e rg. 1002/12 sentenza n. 708/29.12.14 (Bianchini e Provitem contro le ditte Maxiferramenta e Ecoteck). La Gdp Bruno, elimina entrambi le cause per lo stesso motivo: la parte personalmente sta in giudizio superando il valore art. 82 c.1 cpc. Pur difettando la sua decisione poichè opposta a tutta la giurisprudenza esistente in merito che dichiara unanime, l'autorizzazione art. 82 c.2 anche per facta concludentia, e soprattutto il Gdp potendo impedire la difesa personale solo entro la prima udienza e comunque impedendo interventi personali della parte durante lo svolgimento del processo (in queste due cause, l'attore personalmente si è difeso nel processo fino all'udienza di Pc svolgendo tutte le attività processuali permesse ad ogni difensore), nonché doveva subito ordinare all'attore di munirsi di avvocato. Tale Gdp pare possedere le sue idee e conoscenze giuridiche, confuse.
Infatti per gli stessi identici motivi, cioè “senza la preventiva ed ottenuta autorizzazione a stare in giudizio personalmente” indica la prima causa improcedibile e la seconda nulla. Giuridicamente non ci sembra siano la stessa cosa, anche per le conseguenze di diritto. Oltre a provocare inutili appelli e revocazioni ed ulteriori intasamenti dei tribunali per opporsi a  mancanze di approfondimenti e semplici controlli giuridici che si trovano alla portata di tutti anche su internet. Come da giurisprudenza, l'improcedibilità interrompe l'atto in corso come se non fosse mai esistito, ma nella nullità l'atto esiste seppure difettando delle eventuali formalità, quasi sempre sanabili, come in questo caso; oltretutto dubbia o inesistente nullità ...a seguito dell'inadempimento del Gdp che non avrebbe ordinato all'attore di munirsi di avvocato, ovvero l'ultima Gdp avv. Bruno contraria quanto già avvenuto precedentemente in causa e caduca quanto già deciso dal precedente Gdp che ha autorizzato per facta concludentia nell'intero valore della domanda art. 82 comma 2. E sconvolge quanto già preordinatosi sull'andamento e fasi processuali della causa in corso, che non può regredire neppure per volontà o imposizione del Giudice, che anch'esso si deve attenere alle norme del cpc. Cass. sez. III. 13250/31.05.2010; e Cass. 7238/2006 “...Ne consegue che all'udienza che venga tenuta successivamente alla prima rimane precluso al convenuto... Le suindicate preclusioni processuali non sono derogabili nemmeno da parte del gdp, che non può rinviare la prima udienza al fine di consentire alle parti l'espletamento di attività precluse, trovando tale sistema fondamento e ragione nell'esigenza di garantire la celerità e la concentrazione dei procedimenti civili, a tutela non solo dell'interesse del singolo ma anche di quello della collettività”;
167. Di certo la chiusura rapida delle cause, fa guadagnare al Gdp maggiori vaucer o percentuali al suo stipendio.
IN CONCLUSIONE
Si chiede valutazione, verifica ed interventi disciplinare, amministrativo, morale, penale e quant'altro si ravvisi a seguito delle accertate responsabilità dei soggetti indicati e/o di quant'altri ne risultassero coinvolti, sulla base delle segnalazioni qui sottoposteVi:
 a tutela dello Stato, dell'ordine pubblico, della Giustizia, delle Leggi, degli Avvocati, della P.A. Anche con la più ampia collaborazione della Provitem che si mette a totale disposizione di chi la ritenga utile;
 a tutela dei soggetti privati lesi, con immediata attivazione delle relative assicurazioni per un risarcimento danni immediato e adeguato, al fine del ripristino dei diritti estorti, finalmente interrompendo al più presto il ripetersi della catena di danni, reati, scandali e abusi che continuano a tutt'oggi con sequestro presso terzi alla pensione minima del sig. B., che oltre il danno la beffa, vede privarsi e pure ingiustamente di una parte di quel poco che il minimo vitale gli concede di sopravvivere!
 Non ci spieghiamo come, nonostante tutte queste gravissime ragioni di convenienza e vari conflitti d'interesse, i procedimenti civili e penali che noi iscriviamo o consegniamo, vengono 'casualmente' sempre assegnati agli stessi magistrati che abbiamo denunciato oppure a loro stretti colleghi ex-Alba, oppure a quelli dello stesso territorio che risultano non obiettivi perchè influenzati quali 'vicini di casa' nel territorio (v. punti 41, 42, 68 e seguenti) e tramite dirette ed interessate “loro informazioni” e pressioni. E perchè nel penale, quei magistrati denunciati non abbiano mai chiesto di esentarsi ex lege. Si chiede di controllare attentamente e porre riparo.
 Rimaniamo a disposizione e chiediamo di essere informati sull'andamento di ogni fase dei procedimenti che possano instaurarsi, il riferimento dei loro responsabili, e di poter intervenire alle fasi di discussione, di interrogatori, e per produrre ulteriori memorie, contromemorie e ulteriori prove.
 Di essere informati in caso di archiviazione alla pec provitemonlus.uff@pcertpostecert.it oppure all'ultima residenza della Presidente Provitem, se venisse aperto intervento penale e di comunicarci la relativa e corretta competenza territoriale, considerate le variabili.
RingraziandoVi per l'attenzione, vogliate gradire distinti saluti.
B. P R O V I T E M   O N L U S
La Presidente Nazionale



Si allegano:
1. segnalazioni all'Ordine Avv. Alba del 12.3.2009  + integrazione del 06.7.2009
2. segnalazione all'Ordine Avv. Cuneo del  23.05.2013
3. ricevuta di visione e copie procedimento contro avv. Bonaudi in data 11.11.2014
4. ricevuta di visione e copie procedimento contro avv. Stroppiana in data 11.11.2014
5. invito dell'Ordine Alba al ritiro documenti tenuti dall'avv. Bonaudi, del 09.2.2009
6. iscrizione ditta Agnese alla Cam.Commercio senza autorizzazione d'installatori
7. iscrizione ditta Selavio alla Cam.Commercio senza autorizzazione d'installatori
    7b.   Fattura Selavio n. 161/04.08.2006 con unico intervento tecnico in data 2.8.06
8. costituzione e risposta ditta Selavio in rg. 341/07
     8bis    memorie di replica rg. 341/07 NON RITIRATA dall'avv. Bonaudi
9. memoria PC in rg. 341/07 redatta e depositata dall'attore personalmente
10. avv. Bonaudi dismissione mandato e consegna documenti
11. verbale udienze di rg. 341/07 con deposizioni testimoniali
12. sentenza 207/11 del 21.03.2011 di rg. 341/07 Gdp Alba avv. Lovisolo
13. atto citazione contro avv. Bonaudi rg. 876/09 Gdp Alba Lovisolo + allegati
      13bis  rg. 876/09 sentenza e verbale
14. atto citazione e memorie di rg. 1420/11 Gdp Cuneo dr. Marco Gatti
15. sentenza di rg. 1420/2011 Gdp di Cuneo, dr. Gatti
16. ricorso al Tar Piemonte 910/12 per accesso atti ai procedimenti dell'Ordine di Alba
17. denuncia rg. 2958/11 del 15.3.2012  contro PM Donatella Masia
18. istanza di avocazione contro PM Masia (difesa dai superiori Manzione e Bruti Liberati)
19. denuncia rg. 19713/12 del 02.11.2011 contro PM Laura Deodato
20. opposizione all'archiviazione della denuncia rg. 19713/12
21. doc. sparito dal fascicolo a Milano, depositato il 27.07.2012
22. rg. 2779/09 denuncia Procura Alba PM Masia per furto corrente elettrica (Gip DiNaro)
23. denuncia contro avv. Rizzo, Gip DiNaro, d.ssa LaFauci
24. Pen rg. 2309/11 Dichiarazione dell'imputata con significative interruzioni del Giudice
25. Revocaz di rg. 1000-12+sent+Memoria PC
     26.  Citazione e verbale Alba 618-10 ex rg. 1000-12 teste Quaglia resp. Cam.Comm.Alba
27. fattura presentata in giudizio dalla ditta Selavio in rg. 341/07
28. doc. di fine mandato investigatore Agnese (comodato)
29. scrittura olografa avv. Stroppiana dal G.E.
30. Memoria presentata al G.E. dr. Acattino
31. Preventivo del tecnico Valfrè, installatore iscritto come da DM 37/08
32. parcella avv. Coppa 12.02.2009
33. fattura avv. Stroppiana con indicata perizia a S.B.Belbo
34. parcella con firme congiunte avv. Ferrero e Dotta
35. assegno ritirato dall'avv. Ferrero per avv. Dotta su causa Selavio
36. fatt. avv. Gallo 07.04.2009
37. abbonamento associazione consumatori di Alba
38. fatt. del 8.4.2009 avv. Merlo, Mazzapicchio (date 16 e 17.03.09)
39. denunce contro avv. Sandri al Consiglio di Disciplina
40. denuncia contro avv. Sandri e Gdp Eugenio Nizza
41. denuncia contro Gdp Lovisolo, opposizione all'archiviazione
42. verbale di rg. 881/11
43. sentenza di rg. 881/11 DEL 6.2.2012
44. Reclamo contro Gdp Brà d.ssa Bruno e Cancelliere
45. rg. 999/12  memoria PC
46. rg. 1003/12 memoria e revocazione ex Alba 487/10
47. rg. 1003/12 verbale e sentenza
48. rg. 998/12 querela di falso D'Angelo domandata ex art. 313 cpc.
49. fatt. Bonaudi 10.7.07
50. denuncia 07.04.2016 abuso d'ufficio contro Carabinieri e Comune
51. opposizione all'archiviazione rg. 2430/2016
52. istanza di Revocazione contro PM Deodato





















RIEPILOGO e RIFERIMENTI:

cap. 16-22-36-Tar57-148-161-163  intervento per fermare le illegalità (nullità d'ufficio)
   27-32-148 libero arbitrio, libera interpretazione del Giudice
   34-35-148 Avv.Onorari/funzione di Magistrati ART. 101 COSTITUZIONE
  48-76-78-94 DIFESA SOCIALE DELL'AVVOCATO
  31-40-42-48-67 conflitti d'interesse, lobby e parentele   70
  48-50 e segg.    Lobby avvocati/ interessi altri/ di altro Stato
  39-33 ARRESTO IN FLAGRANZA per reato 241 CP.
  32-33 reati dei Giudici art.101 Cost. e 241 CP. ALTO TRADIMENTO contro lo Stato “chiunque menoma l'indipendenza o l'unità dello Stato”
  5-30-31-39-107-109   reato di ESTORSIONE art. 629 C.P. ARRESTO IN FLAGRANZA
  6/31/37/75/72/77  reato 416 se non 416bis OMERTA'+aggrav.art.61/9 Autorità si aprofitta delle sue funzioni
 45bis Den. 2430/16 abuso d'uff. Carabinieri Bossolasco e Comune parentela Fresia
  77 denunce a noi Provitem in anonimato totale
  109 reato di favoreggiamento (379 CP.) e abusiva professione (348)
  91 reato di patrocinatore infedele (art. 380 CP.)
  41 PM Masia e Generale dell'Arma
  43-69-70 factotum Fresia e parentela intoccabile
  70 veterinario di Bossolasco, cognato Drocco
  71 parentela Drocco-Deodato – Giudice a Roma
  73-74 avv. Fresia, Gallo, Bongioanni, Fontana e Ass. Consumatori di Alba
  72 geom. Dalmasso → Ordine Geom. di Cuneo
  46-79 compito (Presidente) Provitem
  59 Cod. Consumo art. da rispettare
  61 DM 8 illegalità del committente/investigatore Agnese
  99-112 zittiti in rg. 341/07, non si vogliono rispettare le Leggi
NOMOFILACHIA







N O T I F I C H E
Ill.mo Procuratore dr. Roberti,
inviamo il presente esposto per rendere più completo il quadro della sconcertante situazione in questo territorio e non solo, al fine di cercare di spiegare meglio e di dare maggiori e più mirate indicazioni utili ai fini di Giustizia e difesa di questa Patria e della legalità, eseguendo gli obiettivi di nostra Salute Sociale.
inoltre, alcuni particolari 'inscrivibili' ovvero molto pericolosi per la nostra salute e per evitare spiacevoli ritorni nei nostri confronti, anche di controquerele, li possiamo indicare a voce, utili per completare tutti i collegamenti e fili degli strati ancora più superiori o di altri collaboratori/associati tipo il dr. Romanazzi dell'Asl di Alba, di cui alla prossima segnalazione legata agli imbrogli sull'immobile con legami nella P.A. e di cui pende la querela di falso al Tribunale di Asti con rg. 3661/16. Altri inimmaginabili nomi dei quali per ora non abbiamo sufficienti prove per il Tribunale, ma sufficienti per indicare la precisa strada per ulteriori indagini, proseguendo l'interrotto cammino del Gen. Dalla Chiesa. …....
La Presidente Nazionale Sig.ra Carrera Alessandra
seguono allegati con invio più veloce.
A: dna@giustizia.it Data invio: 16 gennaio 2017 10:10:31
da: provitemonlus@email.it Oggetto: allegati all'esposto  (n. 51)
Ill.mo dr. Roberti
come da mail precedente alleghiamo i documenti.
Altro nome è ufficiale giudiziario D'Angelo di cui proc civile dal Gdp di Brà rg. 998/12 cui ci siamo opposti con Revocazione ...poichè, come al solito nessuno ci si mette contro, se non noi. Inoltre è difficilissimo da dimostrare il dolo e la collusione, poichè i Carabinieri testimoni non credo che testimonieranno mai contro se stessi e il sistema di abusi ...in cui in troppi ci sguazzano bene. Chissà se riuscite a darci una mano qui... per i fini di giustizia e magari eliminare un po' di porcheria... seppure se Carabinieri o pubblici ufficiali.... se possibile.
Grazie ancora. Saluti.
La Presidente Nazionale.
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Ricevuta di avvenuta consegna
Il giorno 16/01/2017 alle ore 10:52:57 (+0100) il messaggio
"esposto art. 241CP ALTO TRADIMENTO CONTRO LO STATO DI GIUDICI ONORARI" proveniente da
"provitemonlus.uff@pcert.postecert.it" ed indirizzato a: "prot.pg.cassazione@giustiziacert.it
è stato consegnato nella casella di destinazione.
Id: B68B1A99.00178D8D.A6B09F3B.87F5B57E.posta-certificata@postecert.it
------------------ Preg.mo dr. Ciccolo,
chiediamo informazioni circa il procedimento inviato con questo stesso indirizzo il giorno 16.1.2017 ore 10,52
se abbiate ricevuto tutto correttamente, se i documenti vi bastano, e di conoscere la fase di percorso del procedimento e dove si trova sia quale responsabile del procedimento, sia nel suo eventuale intervento.
Ringraziandola per la collaborazione, le porgiamo distinti saluti.
La Presidente Nazionale Alessandra Carrera
Ricevuta di avvenuta consegna
Il giorno 11/03/2017 alle ore 19:24:45 (+0100) il messaggio
"accesso atti: esposto art. 241CP ALTO TRADIMENTO CONTRO LO STATO DI GIUDICI ONORARI" proveniente da "provitemonlus.uff@pcert.postecert.it"  ed indirizzato a: "prot.pg.cassazione@giustiziacert.it"
è stato consegnato nella casella di destinazione.
Id: 058CEB11.001A610E.BE9D93EF.F1AF7C1F.posta-certificata@postecert.it
--------------------------------
Ricevuta di avvenuta consegna
Il giorno 16/01/2017 alle ore 10:52:03 (+0100) il messaggio
"esposto art. 241CP ALTO TRADIMENTO CONTRO LO STATO DI GIUDICI ONORARI" proveniente da "provitemonlus.uff@pcert.postecert.it"  ed indirizzato a "camera_protcentrale@certcamera.it"
è stato consegnato nella casella di destinazione.
Id: B68B1A99.00178D8D.A6B09F3B.87F5B57E.posta-certificata@postecert.it
A: camera_protcentrale@certcamera.it Data invio: 16 gennaio 2017 11:06:55
CC: prot.pg.cassazione@giustiziacert.it Data scadenza: 23 gennaio 2017
da: provitemonlus@email.it Oggetto: allegati all'esposto art. 241 C.Pen. (n. 51)
--------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
A: fedriga_m@camera.it Data invio: 16 gennaio 2017 13:14:06
CC: gianmarco.centinaio@senato.it Da: provitemonlus@email.it
CCN: massimiliano.cattapani@ordineavvgenova.it Oggetto: esposto art. 241C.P. ALTO TRADIMENTO CONTRO LO STATO DI GIUDICI ONORARI
Preg.mi,
inviamo uno dei nostri lavori di segnalazioni al fine di Salute Sociale e corretto funzionamento della P.A.
Siamo grati se vogliate collaborare con noi, sia per controllare la vicenda, sia per una doverosa (secondo noi) interrogazione parlamentare. Notato che gli abusi avvengono da... ovvero sarebbero protetti da una precisa parte politica (opposta alla vostra) sostenuto da Stato Straniero, di cui l'avv. Sandri sarebbe il direttore spirituale di Magistrate e Avvocati che ne seguono le direttive, contrarie alla legge italiana, ma in regola per poter accedere al loro posto riservato in Paradiso, come perfetti cristiani che seguono la legge di altro Stato, quello della Chiesa.  …....
RingraziandoVi, vogliate gradire i più distinti saluti.
La Presidente Nazionale Sig.ra Carrera Alessandra


Ricevuta di avvenuta consegna al MINISTRO DI GIUSTIZIA
Il giorno 18/01/2017 alle ore 16:04:16 (+0100) il messaggio
"art. 241 C.Pen. ALTO TRADIMENTO CONTRO LO STATO DI GIUDICI ONORARI"
proveniente da "provitemonlus.uff@pcert.postecert.it" ed indirizzato a:
"centrocifra.gabinetto@giustiziacert.it" è stato consegnato nella casella di destinazione.
Id: 464649F9.0010EADE.B21AEC75.67D54C36.posta-certificata@postecert.it
allegati: c.identità Presidente, atto notorio Onlus, iscriz.Entrate e c.f. Onlus
A: segreteria.dgcivile.dag@giustizia.it Ministro di Giustizia
CC: petizioni@senato.it Data invio: 18 gennaio 2017 16:42:03
Da: provitemonlus@email.it Oggetto: art. 241 CP. ALTO TRADIMENTO CONTRO LO STATO DI GIUDICI ONORARI
seguono allegati come da pec provitemonlus.uff@pcert.postecert.it ore 16:04 del 18.01.2016
indirizzo telematico da utilizzare anche quale recapito per la corrispondenza.        Saluti.                                       
Da provitemonlus@email.it a raffaella@dellabianca.net      del 19.01.2017    ore   17:40
Ill.mi d.ssa DellaBianca e dr. Parisi, Energie per l'Italia
in breve diamo nostre notizie generiche su nostra Associazione e suo fine e lavoro.
Come da Statuto tuteliamo la salute olistica, quale qualità di vita e ben-essere, definizione che sviluppiamo dall'Organizzazione Mondiale della Sanità che, con le relative cure e benessere, ha dato più anni alla vita ma che ora intende concentrarsi sulla qualità degli anni che si vivono.
Salute che comprende la parte fisica, psichica e soprattutto Sociale, la SALUTE SOCIALE che consiste nel buon, efficiente, efficace funzionamento della macchina pubblica in quanto servizi a favore del cittadino/consumatore. E di tutti i servizi pubblici e privati con funzione di care-giver ad usufruizione del cittadino.
in special modo noi tuteliamo le fasce deboli: anziani, disabilità, minori, donne e soprusi, abusi e violenze sugli stessi.
Purtroppo ci è capitato spesso di assistere a disfunzioni e approfittamenti infieritori proprio da parte dei soggetti che sarebbero preposti a tutelarne i diritti, quali giudici, avvocati, operatori sanitari ed amministrativi, ecc...
LA questione gravissima è il fatto che, oltre agli aprofittamenti e violenze vere e proprie, una enorme fetta dei danni vengono provocati da disfunzioni dovute a ignoranza, pigrizia, trascuratezza! QUESTO DEVE FINIRE!
LE LEGGI CI SONO MA DEVONO ESSERE APPLICATE e CORRETTAMENTE.
siamo una Onlus Nazionale, iscritti negli elenchi del Ministero dell'interno come da dlgs 460/97 e alle Entrate con effetto dal 2010 al n. 6054/2011.
Le attività istituzionali che abbiamo scelto e che ci sono state affidate dallo Stato per realizzare le nostre finalità sono:
- assistenza socio-sanitaria
- istruzione e formazione
- tutela e valorizzazione cultura e ambiente
- promozione della cultura (anche informatica) e dell'arte
- promozione e valorizzazione arte e storia
- tutela dei diritti civili.
Tutti con un unico collegamento: la Salute Sociale, cioè il benessere complessivo anche nell'ambiente in cui si vive, nella Società.
Quindi importante per avere e mantenere il benessere-Salute, dall'alimentazione all'agricoltura totalmente senza veleni, ad una tranquillità psico-fisica, ad un adeguato funzionamento delle pubbliche amministrazioni e dei servizi a favore del cittadino, della Giustizia e tutela dello Stato alle 'fasce deboli' (che ad oggi non esiste), ad un pulito e naturale ambiente ed ecosistema, ad un più elevato sviluppo della propria personalità e dell'intelletto tramite le arti e la cultura, nel rispetto e ricordo della storia e delle tradizioni. In questo modo unendo passato, presente e potendo arrivare nel futuro; tramite le nuove tecnologie (es. informatica e nuove scoperte...tramite la ricerca scientifica) ma servendosi anche di quanto già ci ha insegnato il passato.
...
Per entrare nel concreto dei nostri lavori, abbiamo già spedito ai vari Ministeri diversi nostri lavori, miglioramenti, proposte legislative ...come ad es. quella di inserire i cittadini, nella rappresentanza di loro associazione di "tutela dei diritti civili" cui al dlgs 460/97 per esprimere pareri e controllare l'andamento dei procedimenti disciplinari che riguardano i Giudici o funzionari della P.A., che in genere non vengono mai puniti, poichè chi decide sono gli stessi magistrati contro loro colleghi.
Ci sarebbe da portare avanti le tante urgenti migliorie arenate nei diversi corridoi, che sono molto pratiche ed aggiornate secondo i bisogni del cittadino, perchè noi siamo sempre a contatto costante di tutti quanti e pertanto anche dei diversi e molteplici problemi e disfunzioni concrete che si trovano tutti i giorni nei diversi uffici pubblici e privati (es. case di riposo e maltrattamenti indegni).
ecc., ecc   ecc   ecc...
Vogliate gradire i più cordiali saluti.
La Presidente Nazionale Sig.ra Stella Alessandra Carrera
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Ricevuta di avvenuta consegna alla DISCIPLINA MAGISTRATI
Il giorno 23/01/2017 alle ore 17:06:08 (+0100) il messaggio
"ALTO TRADIMENTO CONTRO LO STATO DI GIUDICI ONORARI" proveniente da
"provitemonlus.uff@pcert.postecert.it" ed indirizzato a: "dgmagistrati.dog@giustiziacert.it"
è stato consegnato nella casella di destinazione.
Id: B68D5D32.002BC466.CC1353B5.B375DB88.posta-certificata@postecert.it
inviamo i rimanenti allegati con spedizione mail, più veloce.
Si chiede di confermare la corretta e completa ricezione di tutti i 51 allegati.   Grazie, tel. 3409791597
Distinti Saluti.
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Ricevuta di avvenuta consegna
Il giorno 23/01/2017 alle ore 17:06:08 (+0100) il messaggio
"ALTO TRADIMENTO CONTRO LO STATO DI GIUDICI ONORARI" proveniente da
"provitemonlus.uff@pcert.postecert.it" ed indirizzato a: "dirigente.procura.milano@giustiziacert.it"
è stato consegnato nella casella di destinazione.
Id: B68D5D32.002BC466.CC1353B5.B375DB88.posta-certificata@postecert.it

A: dgmagistrati.dog@giustizia.it Data invio: 24 gennaio 2017 10:38:42
CC: procura.milano@giustizia.it Oggetto: art. 241 CP. ALTO TRADIMENTO CONTRO LO STATO DI GIUDICI
CCN: gentiloni@governo.it ONORARI
come da pec  provitemonlus.uff@pcert.postecert.it del 23.01.2017 ore 17:40
inviamo gli ulteriori allegati del totale di 52.
grazie. e distinti saluti.
La Presidente Nazionale Sig.ra Carrera Alessandra
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Palazzo del Quirinale, - Piazza del Quirinale - Tel. 06.46991

Ricevuta di avvenuta consegna
Il giorno 24/01/2017 alle ore 11:00:48 (+0100) il messaggio
"art. 241 CP. ALTO TRADIMENTO CONTRO LO STATO DI GIUDICI ONORARI" proveniente da "provitemonlus.uff@pcert.postecert.it"  ed indirizzato a "protocollo.centrale@pec.quirinale.it"
è stato consegnato nella casella di destinazione.
Id: 467853E7.000E7D66.CFEB65CA.36B0D5DC.posta-certificata@postecert.it

AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
UFFICIO PER GLI AFFARI GIURIDICI E LE RELAZIONI COSTITUZIONALI
Direttore dott. Giancarlo Montedoro
UFFICIO PER GLI AFFARI DELL'AMMINISTRAZIONE DELLA GIUSTIZIA
Direttore dott. Ernesto Lupo

AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO dott. Gentiloni

per gli allegati nel totale n. 52 si rinvia alla mail di oggi, ore 10:38 spedita al Governo Gentiloni.

LA NOSTRA ASSOCIAZIONE CHIEDE DI VEDERE SE SI RIESCONO A FAR RISPETTARE LE LEGGI E LORO APPLICAZIONE, SE POSSIBILE.
GRAZIE. VOGLIATE GRADIRE I PIù DISTINTI SALUTI.
La Presidente Nazionale Provitem Onlus
a tutela e difesa dei diritti dei cittadini.

Ricevuta di avvenuta consegna
Il giorno 24/01/2017 alle ore 11:03:18 (+0100) il messaggio
"art. 241 CP. ALTO TRADIMENTO CONTRO LO STATO DI GIUDICI ONORARI" proveniente da "provitemonlus.uff@pcert.postecert.it" ed indirizzato a: "presidente@pec.governo.it"
è stato consegnato nella casella di destinazione.
Id: 467853E7.000E7D66.CFEB65CA.36B0D5DC.posta-certificata@postecert.it
PEC Ufficio del Presidente, comprensivo della Segreteria particolare


Ricevuta di avvenuta consegna
Il giorno 09/02/2017 alle ore 17:33:36 (+0100) il messaggio
"RICHIESTA DI INTERVENTI DISCIPLINARI e GRAVISSIMI ILLECITI" proveniente da "provitemonlus.uff@pcert.postecert.it" ed indirizzato a "affarigenerali@pec.cnf.it"
è stato consegnato nella casella di destinazione.
Id: 058F206A.0006FFCF.23B8F7DC.3930F35B.posta-certificata@postecert.it
Ricevuta di avvenuta consegna
Il giorno 09/02/2017 alle ore 17:33:34 (+0100) il messaggio "RICHIESTA DI INTERVENTI DISCIPLINARI e GRAVISSIMI ILLECITI" proveniente da "provitemonlus.uff@pcert.postecert.it" ed indirizzato a "ord.alessandria@cert.legalmail.it"
è stato consegnato nella casella di destinazione.
Id: 058F206A.0006FFCF.23B8F7DC.3930F35B.posta-certificata@postecert.it
per intasamento della casella oltre il massimo consentito, si inviano gli allegati tramite mail.
distinti saluti
La Presidenza
A: presidenza@consiglionazionaleforense.it Data invio: 09 febbraio 2017 18:26:06
CC: segreteria@ordineavvocatialessandria.it Oggetto: segue da pec INTERVENTI DISCIPLINARI E GRAVISSIMI ILLECITI
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Ricevuta di avvenuta consegna
Il giorno 17/02/2017 alle ore 09:51:49 (+0100) il messaggio "DISCIPLINARE e GRAVI ILLECITI DI VS. ISCRITTI" proveniente da "provitemonlus.uff@pcert.postecert.it" ed indirizzato a "consiglio@ordineavvocatiasti.eu"
è stato consegnato nella casella di destinazione.
Id: 0563C8F7.0009B0C3.4B451CFC.F4E08B97.posta-certificata@postecert.it

Ricevuta di avvenuta consegna
Il giorno 17/02/2017 alle ore 09:51:53 (+0100) il messaggio "DISCIPLINARE e GRAVI ILLECITI DI VS. ISCRITTI" proveniente da "provitemonlus.uff@pcert.postecert.it" ed indirizzato a "segreteria@ordineavvocaticuneo.eu"
è stato consegnato nella casella di destinazione.
Id: 0563C8F7.0009B0C3.4B451CFC.F4E08B97.posta-certificata@postecert.it

A: segreteria@ordineavvocatiasti.it Data invio: 17 febbraio 2017 10:40:42
CC: ordineavvocaticn@libero.it Oggetto: segue da pec DISCIPLINARE e GRAVI ILLECITI VS. ISCRITTI
Allegati: tutti allegati.zip   (188271 KB)

Messaggio: Spett.li Ordini Avvocati,
dato lo spessore informatico, qualora vi sia difficoltà a copiare uno o più allegati, li possiamo rinviare a richiesta.
Distinti saluti.
La Presidente Nazionale.



Ill.mo Procuratore dr. Perduca,
le inviamo per conoscenza l'esposto che riguarda il ripetersi nel tempo, di gravi illeciti di diversi avvocati e Giudici Onorari,
tanto da poter ritenere di ipotizzare tra gli altri, il reato di sovversione contro lo Stato,
come meglio spiegato all'interno del manoscritto.
Lo inviamo anche a Lei, identicamente come inviato oggi stesso agli Ordini Avvocati di Asti e Cuneo per competenza di legge.
P.S. Gli spessi allegati sono all'Ordine se le servono, oppure li possiamo rinviare direttamente tutti o quelli utili, in qualsiasi momento.
Nel porgerci a totale Sua disposizione, le inviamo anche telefono 3409791597 ed i più distinti saluti.
La Presidente Nazionale Sig.ra Alessandra Carrera
Da:
A: provitemonlus@email.it
urp.procura.asti@giustizia.it
Oggetto: alla c.a. del Procuratore dr. PERDUCA                                       Data: 17/02/17 11:01



OHCHR address:
Office of the United Nations High Commissioner for Human Rights (OHCHR)
Palais Wilson      52 rue des Pâquis
CH-1201 Geneva, Switzerland. Postal address:
Office of the United Nations High Commissioner for Human Rights (OHCHR)
Palais des Nations
CH-1211 Geneva 10, Switzerland

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National Institutions and Regional Mechanisms Section Email: nationalinstitutions@ohchr.org
Civil Society Section Telephone: +41 22 917 9656
Mail:  civilsociety@ohchr.org
Donor and External Relations Section Email: dexrel@ohchr.org
The UN Voluntary Fund for Victims of Torture Email: unvfvt@ohchr.org
provitemonlus@yahoo.com 17/02/2017 ore 14:12
• A: dexrel@ohchr.org allegato pdf:   avv. x Selavio all'Ord Avv e CNF
• Cc: unvfvt@ohchr.org
Spett.le OHCHR,
inviamo un'allarmante segnalazione che scopre uno strano ed oscuro traffico di alcuni potenti, probabilmente massoni, probabilmente mafiosi, probabilmente diretti da Stato Vaticano storicamente sempre in lotta di conquiste di potere e possedimenti, nel territorio italiano e non solo.
Certo è che il sovvertimento delle leggi e le torture continuamente propinate ai cittadini impongono un intervento ed immediata attenzione anche da Voi.
Con i più distinti saluti.
La Presidenza Nazionale
--------------------------------------------------------------------------------------------------------------Da: provitemonlus@email.it A: elisabetta.chinaglia@giustizia.it 1.3.2017  ore 15:38
Oggetto: Esposto contro alcuni Gdp e Avvocati
Ill.ma Presidente del Tribunale di Asti,
d.ssa Elisabetta Chinaglia,
come da accordi verbali in data odierna, alleghiamo per Sua gentile conoscenza, l'esposto da noi inviato agli uffici di competenza.
Inoltre ricordiamo il reclamo da Voi pendente già da diversi mesi, presso il dr. Giannone.
Restando a completa disposizione e ringraziandoLa per la competente collaborazione, vogliate gradire i più distinti saluti.
Provitem onlus c.f. 93048130046 ex dlgs 460/97 iscritto al Ministero dell'Interno.
La Presidente Nazionale Alessandra Carrera
-----------------------------------------------------------------------------------------------------------
Preg.mo Ordine Avv. Asti
alla c.a. del dr. Todeschini,

in merito alla comunicazione in oggetto, facciamo presente che gli inadempimenti, reati, o ciò che di illecito venisse riscontrato a seguito della nostra segnalazione, riguarda eventi successi durante l'attivo mandato ed iscrizione dell'avv. Bonaudi. Illeciti che non sarebbero ancora prescritti come indicato in documento.
Pertanto l'assicurazione o comunque i danni dovrebbero essere coperti dalla responsabilità professionale, nonostante la posteriore disdetta di iscrizione all'Ordine dell'avv. Bonaudi.
Cordiali saluti.
La Presidente Nazionale Sig.ra Alessandra Carrera

Da: provitemonlus.uff@pcert.postecert.it A:  consiglio@ordineavvocatiasti.eu
ID: <13755601.9431488978122800.JavaMail.defaultUser@defaultHost> Date: 08/03/2017 14.02
In-Reply-To: <46815FF1.0034F4E5.94174151.6FB31515.posta-certificata@legalmail.it>
Oggetto: R: POSTA CERTIFICATA: COA di Asti: Esposto 17.02.2017
----------------------------------------------------------------------------------------------------

 
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